Coronavirus, Arcuri: «Pfizer manderà altre 450 mila dosi di vaccino dal 28 dicembre. Non ci saranno corsie preferenziali»

di Redazione

«Arriverà il turno per tutti gli italiani che vorranno vaccinarsi», assicura il commissario. Quasi 20mila persone candidate tra il personale sanitario per il reclutamento della campagna vaccinale

«Arriveranno prima 9.750 dosi in Italia, solo quelle che somministreremo simbolicamente domenica prossima, 27 dicembre. Nella settimana successiva, da lunedì 28, speriamo nei primi giorni della settimana, contiamo di proseguire la vaccinazione, la prima fase di quella di massa». A scandire i tempi e i modi dell’inizio della vaccinazione contro il Coronavirus in Italia è il commissario straordinario all’emergenza Domenico Arcuri nella consueta conferenza settimanale.


«Pfizer ha assicurato che in quella settimana arriveranno altre 450 mila dosi, portate direttamente dall’azienda nei 300 punti somministrazione scelte con regioni e province autonome», spiega il commissario parlando della prima vaccinazione simbolica di 9.750 persone in Italia domenica prossima, a cominciare dal Vaccine Day europeo. Intanto sono circa 19.400 le persone del personale sanitario, a cominciare dai medici, «che si sono candidati per il reclutamento della campagna vaccinale». Per Arcuri «un risultato davvero confortante, speriamo iniziare presto le selezioni». «Non so se tutte le regioni riusciranno a fare le vaccinazioni il 27. So che il vaccino Pfizer può stare 4 giorni a certe temperature, quindi entro il 30 va fatto, ma credo che accadrà prima», avverte ancora.


Il commissario straordinario assicura che non ci saranno corsie preferenziali: «arriverà il turno per tutti gli italiani che vorranno vaccinarsi. Useremo tutte le modalità di comunicazione, da quelle tradizionali a quelle più innovative, ma chiediamo agli italiani di non agitarsi, di non appellarsi, di non cercare scorciatoie. Tutti sapranno per tempo dove andare a farsi il vaccino e quando», avverte Arcuri in conferenza stampa.

E ripete un avvertimento dato già in queste ore: l’Italia non può permettersi la terza ondata, «né possiamo e vogliamo iniziare la campagna di vaccinazione in piena recrudescenza della pandemia». Ora la curva dei contagi «è stabile, in congelamento progressivo, con un rapporto positivi tamponi al 7,9%, mai così basso dal 20 ottobre, da oltre 60 giorni».

In copertina ANSA/Angelo Carconi | Domenico Arcuri

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