Coronavirus, Sileri sui vaccini: «Saranno tutti disponibili nel primo semestre». «I ritardi? Presto per dire che siamo partiti male» – Il video

di Redazione

«Ci sarà una rete territoriale e ospedaliera, saranno coinvolti i medici di medicina generale e i pediatri. Tutta la rete sul territorio valuterà età, comorbidità e fattori di rischio per procedere con la somministrazione di due dosi»

«Nel corso del primo semestre del 2021, progressivamente, tutti i vaccini saranno disponibili». Sono queste le parole del viceministro della Salute Pierpaolo Sileri a proposito della campagna di vaccinazione contro il Coronavirus cominciata il mese scorso con il vaccino di Pfizer/Biontech, l’unico fino a questo momento ad aver ricevuto la preziosa approvazione da parte dell’Agenzia europea per il farmaco. «Il vaccino arriverà, ci saranno dosi scaglionate. Quando i vaccini saranno tutti approvati, le dosi saranno anche superiori alle esigenze della popolazione italiana. Verosimilmente, nel corso del primo semestre del 2021 saranno tutti disponibili», ribadisce il viceministro, ospite della trasmissione condotta da Mara Venier Domenica In.


«Fin da subito vanno protetti operatori sanitari e anziani, poi la vaccinazione procederà con il resto della popolazione», precisa ancora una volta Sileri in diretta tv. Quanto alla vaccinazione di tutta la popolazione, spiega il viceministro, «ci sarà una rete territoriale e ospedaliera, saranno coinvolti i medici di medicina generale e i pediatri. Tutta la rete sul territorio valuterà età, comorbidità e fattori di rischio per procedere alla vaccinazione con la somministrazione di due dosi».


I presunti ritardi sulla campagna vaccinale

Per quanto riguarda i presunti ritardi sulla tabella di marcia delle somministrazioni delle prime dosi, il viceministro ha detto la sua dopo che il commissario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri ha strigliato operatori sanitari e Regioni («Bisogna farne 65mila al giorno o la campagna sarà un flop»): «È nata una polemica ma non credo che siamo in ritardo – afferma Sileri -. O meglio, non lo dico oggi. Prima di dire che siamo partiti male aspetterei almeno una settimana, dopo l’Epifania andiamo a vedere i dati. L’ideale – conclude – è consumare tutte le dosi che ci arrivano ogni settimana».

Sull’obbligo vaccinale: «Sarà nostro compito spiegare agli scettici»

«L’obbligatorietà non è necessaria – è la premessa di Sileri a proposito dell’obbligo vaccinale, tema caldo in queste settimane – ma quando avremo più dosi dovremo monitorare cosa accade: se dopo 2 o 3 mesi di campagna la vaccinazione non va avanti qualcosa deve essere fatto». Il viceministro della Salute ribadisce ancora una volta che se un medico non crede a ciò che viene somministrato e a tutta la ricerca che c’è dietro «ha sbagliato lavoro».

Quanto a coloro che sono restii a sottoporsi volontariamente al vaccino Sileri dice: «Sarà nostro compito spiegare agli scettici», e li distingue nettamente dai negazionisti incalliti che si lanciano in teorie complottiste che niente hanno a che vedere con la scienza: «Poi c’è una parte di no-vax che pensa che vengano iniettati microchip, e quella è un’altra cosa…», dice il viceministro.

«Dobbiamo riappropriarci della nostra vita con moderazione»

«Ci aspettano ancora settimane difficili perché il virus continua a circolare. Ci sono varianti, come quella inglese, che sembrano contagiare di più. Dobbiamo resistere ma dobbiamo anche cominciare a pensare di riaprire qualcosa», dice Sileri a proposito della direzione verso la quale secondo lui vanno compiuti i prossimi passi. «Dobbiamo riappropriarci della nostra vita con moderazione, facendo un passo avanti e magari un passo indietro se serve. Ora non è il momento delle divisioni, dividerci ora significa rischiare troppo. Non è il momento opportuno per farlo».

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