Coronavirus, i medici del Veneto contro i tamponi rapidi decisi dalla Regione

di Redazione

Il sindacato Anaoo-Assomed chiede di tornare a utilizzare solo i tamponi molecolari per effettuare i controlli periodici sul personale sanitario attualmente in servizio

Il sindacato dei medici ospedalieri Anaoo-Assomed ha diffidato la Regione Veneto per aver deciso di non sottoporre più il personale sanitario in servizio ai periodici tamponi molecolari previsti fino a ottobre 2020, preferendo uno screening con i tamponi rapidi, più veloci e meno costosi, ma meno accurati. La notizia è stata riportata da il Fatto Quotidiano. I medici si sono rivolti all’avvocato Federico Pagetta e la diffida è stata sottoscritta da Adriano Benazzato, segretario regionale Anaao-Assomed.


I sanitari chiedono alla Regione di fare marcia indietro con un atto in auto-tutela, richiamando la circolare del ministero della Salute dello scorso 29 settembre, in cui il tampone molecolare viene definito «attualmente il più affidabile per la diagnosi» del Covid-19, mentre quello rapido «ha una sensibilità e una specificità inferiori con conseguente possibilità di risultati falso-negativi e falso-positivi».


Il ministero ha confermato l’utilità dei tamponi rapidi per effettuare screening in ambito scolastico, ma secondo l’Anaoo-Assomed «ben altra cosa è l’utilizzo esclusivo del test rapido in un contesto sanitario. La refertazione di falsi negativi tra il personale sanitario comporta dei rischi enormi perché, come hanno insegnato i casi dei presìdi ospedalieri di Nembro e di Alzano, finisce per fare da detonatore per la proliferazione del contagio tra chi rappresenta la “prima linea” nella lotta al virus».

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