Galli: «Contagi in aumento? Paghiamo le libertà di Natale. Se ogni volta deve scattare il liberi tutti, meglio il lockdown»

di Fabio Giuffrida

Definisce «un fallimento» il lockdown totale e chiede, invece, misure più equilibrate «cercando di capire cosa si può tenere aperto» e cosa no

Il professore ordinario di Malattie infettive all’Università di Milano e primario del Sacco, Massimo Galli, rievoca la peste di Milano e punta il dito contro le leggerezze di Natale (i dati dei contagi da Coronavirus sono in aumento negli ultimi giorni, ndr) che, adesso, ci fanno ripiombare nell’incubo del lockdown. «Quando prima del 24 dicembre ci si arrabbiava per la riapertura e l’assalto allo shopping natalizio non era per rovinare i commercianti. Quei pochi giorni di liberi tutti hanno determinato questi dati», ha detto al quotidiano la Repubblica.


Il caso Veneto

Le nuove misure restrittive «si potevano prendere anche prima», specialmente in alcune regioni come il Veneto dove ogni giorno si registrano migliaia di contagi e ancora troppe vittime. «Regioni che sono rimaste sempre gialle, come appunto il Veneto, hanno dato segnali preoccupanti di una ripresa dell’epidemia. Meno si riduce la mobilità, più lentamente scende la curva dei contagi. Se poi ti rilassi troppo, puoi aspettarti un aumento. Il Coronavirus fa questo: appena trova un po’ di spazio, lo occupa», spiega.

«Il lockdown totale? Un fallimento»

E, allora, l’alternativa qual è? Il lockdown totale «è un fallimento, non è sbagliato tentare di conciliare le misure antivirus con alcune aperture. I tira e molla sono pesanti anche per l’economia. È peggio avere continui apri e chiudi che una situazione netta. Se poi appena affermi la liceità di una cosa questa viene interpretata come un liberi tutti, allora resta solo il lockdown». E questo, secondo Galli, lo dicono anche i precedenti storici come la peste di Milano.

La peste di Milano

«Nel 1576 il governatore De Guzman decise la quarantena totale, chiuse tutti in casa. San Carlo Borromeo, che con lui non andava d’accordo – racconta – provò a sancire la possibilità di partecipare ai culti e si è inventato le colonne con gli altari nei crocicchi per far assistere alla messa la gente dai balconi. Ma il governatore ha deciso, guarda un po’, di protrarre la quarantena anche a Natale». Anche loro, insomma, hanno “bloccato” il Natale.

La soluzione secondo Galli

Difficile, dunque, trovare una soluzione che possa andar bene a tutti. Quello che serve, secondo Galli, è un maggiore equilibrio. «Le misure sono come le diete. Se fai una cosa rigida ma breve e riapri subito, ti trovi nei guai». Serve, dunque, un regime equilibrato, cercando di capire concretamente «cosa ti puoi permettere di tenere aperto».

Foto in copertina: ANSA/ANDREA CANALI

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