Dosi di vaccino avanzate ai parenti, tolto l’incarico a due medici e un volontario che si difendono: «Sarebbero andate buttate»

Il personale coinvolto ha detto che chi aveva priorità non ha risposto alla chiamata e, non volendo buttare quelle dosi, ha pensato di somministrarle ai familiari

Due medici e un volontario della pubblica assistenza sono stati sospesi dal loro incarico al centro vaccinale dell’ospedale modenese di Baggiovara per aver somministrato a parenti e amici alcune dosi del vaccino anti-Covid di Pfizer – BioNTech avanzate alla fine della giornata di vaccinazione. Il provvedimento è stato preso dall’Ausl di Modena a seguito degli accertamenti compiuti dai Nas di Parma e dai carabinieri del comando provinciale parmense. Da quanto emerso dalle indagini, i due medici e il volontario avrebbero somministrato 6 dosi di vaccino ad amici e parenti, senza rispettare le fasce di priorità previste dal piano vaccinale.


I professionisti coinvolti si sarebbero giustificati sostenendo di aver tentato di contattare il personale medico-sanitario che avrebbe avuto diritto prioritario alla vaccinazione. Non avendo però ottenuto risposta, e non volendo buttare delle preziose dosi di vaccino, avrebbero dunque deciso di chiamare parenti e amici per somministrare loro tali dosi, che altrimenti sarebbero state buttate. Sull’episodio continuano a indagare gli inquirenti, tant’è che ieri, 8 gennaio, il centro vaccinale di Baggiovara è stato nuovamente scenario di un sopralluogo da parte dei carabinieri.


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