Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

Abbiamo finalmente i numeri totali sui decessi del 2020? ‘Negano’ la pandemia con i dati Istat incompleti

Come ad aprile 2020, qualche utente pubblica i dati dell’Istat in maniera incompleta disinformando: i conti finiscono al 31 ottobre 2020

Ci segnalano uno screenshot diffuso sui social dove viene riportata una tabella con quelli che dovrebbero essere i «numeri totali» sui decessi dal 2015 al 2020 secondo l’Istat. Secondo gli utenti si tratterebbe della prova che la pandemia Covid19 sia «inventata», alimentando di conseguenza le teorie di complotto. La storia si ripete e ci ricorda un caso simile diffuso ad aprile 2020.

Nello screenshot diffuso online è riportata una frase: «Chiuso l’anno, abbiamo finalmente i numeri totali sui decessi. (Dati Istat)». Il problema è che non viene affatto riportata la fonte primaria, ossia i dati pubblicati dall’Istat consultabili per fare la verifica lasciando gli utenti, di fatto, in balia della «fiducia». L’affermazione «Chiuso l’anno» ci permette di comprendere il gioco che è stato fatto da colui che ha creato lo screenshot.

Per chi ha fretta

  • I dati sono quelli pubblicati a fine dicembre sul sito dell’Istat.
  • I dati sono parziali, mancano i numeri di novembre e dicembre 2020.
  • Bisogna aspettare i risultati definitivi che potrebbero variare di molto se considerate le dichiarazioni del Presidente dell’Istat a dicembre 2020.

Analisi

La fiducia viene riporta proprio nell’Istat, l’Istituto nazionale di statistica, ma solo attraverso la dicitura scritta nello screenshot diffuso online. Chiunque potrebbe fornire una tabella del genere attribuendola a un ente autorevole per renderlo credibile, in questo caso ci troviamo di fronte a un inganno causato dalla mancanza delle fonti primarie che si trovano proprio nel sito dell’Istituto.

L’affermazione «Chiuso l’anno» ci fa comprendere che il dato presente nello screenshot proviene dalle ultime informazioni pubblicate in data 30 dicembre 2020 nel sito dell’Istituto, precisamente nell’area «Decessi e cause di morte: cosa produce l’Istat» alla voce «Decessi anni 2015-2020»:

Scrollando in basso troviamo le diverse pubblicazioni dei «Datasets con i decessi giornalieri» durante tre diversi periodi dell’anno, ma sono incompleti! Lo riporta lo stesso sito dell’Istituto proprio in quella pubblicata il 30 dicembre 2020:

Datasets con i decessi giornalieri (formato excel) in ogni singolo comune di residenza, uno per i comuni del Nord-est, uno per i comuni del Nord-ovest, uno per i comuni del Centro e uno per i comuni del Mezzogiorno (per sesso e classi di età quinquennali per il periodo che va dal 1 gennaio 2015 al 31 ottobre 2020 per tutti i 7.903 Comuni).

Cliccando alla voce «Datasets con i decessi giornalieri», nell’elenco pubblicato il 30 dicembre 2020, possiamo scaricare un file ZIP da circa 180MB contenente dei file Excel suddivisi per area geografica e un PDF chiamato «Descrizione e tracciato record dati comunali giornalieri».

Sono files pesanti, ma con un po’ di pazienza si possono aprire e ottenendo la somma delle tabelle dei decessi totali si possono ottenere proprio quelli dello screenshot diffuso online tranne che per i dati del NordOvest: nello screenshot sono stati sommati per sbaglio gli anni (2015, 2016, 2017, 2018, 2019 e 2020) al numero dei decessi.

In data 15 dicembre 2020 il Presidente del’Istat Gian Carlo Blangiardo aveva dichiarato quanto segue: «Una valutazione ragionevole fa pensare che quest’anno supereremo il confine dei 700 mila decessi complessivi». Dobbiamo aspettare i risultati finali, anche perché non possiamo sapere con certezza quanti decessi possano influire nella conta finale nei mesi di novembre e dicembre 2020: nel dataset pubblicato il 3 dicembre, che considera i conteggi fino al 30 settembre 2020, riporta per il NordOvest 165.361 decessi contro i 182.632 decessi riportati nel dataset successivo a distanza di un mese (una differenza di 17.271).

Conclusioni

Abbiamo, dunque, dei dati parziali e non ancora completi riguardo al 2020. Quelli riportati nello screeshot, con un errore, risultano essere quelli pubblicati il 30 dicembre 2020 conteggiando i decessi registrati fino al 31 ottobre 2020, mancando dunque due mesi nella conta totale.

Continua a leggere su Open

Leggi anche: