Da domenica mezza Italia più gialla, riaperture in 16 regioni. Sardegna in arancione minaccia ricorso: chi cambia colore

Sicilia e provincia di Bolzano sognano l’arancione. Anche la Sardegna lamenta «calcoli sbagliati»

Da arancione imperante a giallo andante. Alla vigilia del consueto monitoraggio da parte della Cabina di Regia sulla diffusione del Coronavirus in Italia (e sulla tenuta del sistema sanitario) di domani, venerdì 29 gennaio, già cominciano le anticipazioni su quale sarà la nuova distribuzione di aree, colori e relative restrizioni, decisa in base ai dati che le regioni stesse diffondono.


Sembrano dare ancora i loro effetti le restrizioni decise in tutta Italia per il periodo festivo di Natale, Capodanno e Befana, con una diminuzione della circolazione dell’epidemia che si starebbe consolidando: per il monitoraggio, la Cabina di Regia sta lavorando sui dati della settimana dal 18 al 24 gennaio, periodo in cui si è registrata una diminuzione dei casi su scala nazionale del 18%. A partire da domenica 31 gennaio, altre dieci regioni potrebbero tornare in giallo, portando il totale a 16 tra regioni e province. Il resto del territorio nazionale potrebbe passare in arancione, anche se su Bolzano restano dei dubbi.

I dubbi sulla Lombardia

L’allentamento delle restrizioni potrebbe riguardare anche la Lombardia, nei giorni scorsi al centro delle cronache e delle polemiche con l’Istituto Superiore di Sanità per i dati sbagliati a causa dei quali la regione si è vista applicare la zona rossa dal 15 gennaio scorso. La regione si trova in zona arancione da venerdì scorso, e, se si dovesse applicare alla lettera il dettato del Dpcm, dovrebbe restarci ancora per almeno una settimana. Ma poiché in base ai dati rettificati la Lombardia ha numeri buoni anche per la settimana precedente, non è escluso che da domenica diventi gialla.

In giallo

Secondo i dati fin qui emersi, Calabria, Emilia Romagna e Veneto sono destinate a diventare gialle: sono in zona arancione dall’8 gennaio scorso. Sono passate due settimane anche da quel 15 gennaio, che ha visto l’assegnazione in arancione di Piemonte, Lazio, Liguria, Val d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e Abruzzo: aree che la settimana scorsa avevano numeri da zona gialla (con alterne evidenze) e che potrebbero vedersi assegnato quel colore in caso di conferma del trend. La conferma della zona gialla dovrebbe arrivare per Toscana, Molise, Basilicata, Campania e Provincia di Trento.

La Sardegna

Restano presumibilmente in arancione Umbria, Puglia e Sardegna: nel monitoraggio della scorsa settimana i numeri erano da zona arancione e, se anche dovessero essere migliorati, sarà necessario attendere un’altra settimana per eventuali passaggi. «Abbiamo detto da subito che i calcoli che riguardano la Sardegna sono sbagliati: non esiste un rischio rispetto al carico delle terapie intensive in questo momento, perché abbiamo posti a sufficienza. Il calcolo e i numeri vanno valutati in maniera critica», ha detto il presidente della Regione, Christian Solinas. Secondo il viceministro della Salute Pier Paolo Sileri il tasso di riproduzione di una malattia infettiva R0 sarebbe poco attendibile nell’isola, mettendo sul piatto una eventuale rivalutazione dei parametri. «In Sardegna vi sono delle catene di trasmissione in alcune aree che inficiano il valore R0».

Le zone rosse

Sono al momento in rosso la Provincia di Bolzano (che già la scorsa settimana aveva dati da zona arancione) e la Sicilia (che addirittura vantava numeri già da giallo). Bolzano registra però un aumento pesante dei nuovi positivi (+36%) e questo potrebbe rendere più difficile il passaggio a un regime meno restrittivo.

In copertina Ansa | Milano, 24 gennaio 2021

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