Lombardia in zona rossa per sbaglio, spuntano le email tra Milano e Roma che spostano i sospetti sulla regione

Al Tg3 è stato mostrato lo scambio di mail tra regione Lombardia e l’Istituto Superiore di Sanità. Il primo messaggio risale al 19 gennaio ed è firmato da Marco Trivelli, direttore generale del Welfare della regione

Processo all’algoritmo, che alla fine rischia di essere l’unico colpevole dell’errore che ha portato la Lombardia a trascorrere sette giorni in zona rossa per sbaglio. Il governatore lombardo Attilio Fontana vorrebbe spostare sul lato tecnico il dibattito sul cambio di zona della regione amministrata dalla sua giunta. «Noi, come governatori, pensiamo che questo sia un argomento vivo e delicato che non possa essere affidato a un freddo algoritmo», ha dichiarato in un’intervista sul Corriere della Sera oggi.


E ancora: «L’algoritmo non è un dio, e nemmeno un sovrano assoluto». Ieri Fontana, provando a smorzare la tensione con Roma aveva anche concluso che: «in fondo la colpa potrebbe non essere di nessuno». Il rimpallo di responsabilità però è ben lontano dal finire, con l’Istituto superiore di Sanità e ministero della Salute che non hanno nessuna intenzione di passare per i responsabili della chiusura delle attività commerciali in piena stagione dei saldi.

Ieri al Tg3 è stata mostrata la mail inviata il 19 gennaio dal direttore generale del Welfare della Lombardia Marco Trivelli al direttore dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro. Poche righe in cui si richiede di verificare di nuovo i dati forniti dalla regione: «Con la presente, a seguito delle odierne interlocuzioni, si richiede che venga eseguito un calcolo dell’indice RT Sintomi recependo le modifiche definite a livello tecnico relative al conteggio dei pazienti guariti e deceduti».

Il calcolo dei sintomatici

L’indice Rt è il fattore più importante per valutare in quale fascia di colore deve essere collegata una regione. Questo parametro calcola infatti quante persone possono essere contagiate in media da una sola persona positiva in un certo periodo di tempo. Dal 15 al 30 dicembre questo parametro è stato calcolato su un valore di 1,4 per la Lombardia, una soglia che ha fatto scattare la zona rossa per la Lombardia a partire dal 15 gennaio. L’indice Rt si calcola sul numero dei positivi che dal 15 al 30 dicembre nelle prime comunicazioni di Regione Lombardia doveva essere di 14.180. Con la rettifica inviata il 19 gennaio, quel numero è sceso a 4.918 e così l’indice Rt è passato a 0,88. Abbastanza per diventare zona arancione.

In merito a questo, il quotidiano la Repubblica ricorda che il 7 gennaio ci sarebbe stata un’altra comunicazione tra Iss e Regione Lombardia. Con una lettera infatti l’Iss segnalava ai tecnici di Regione che qualcosa non stava tornando nei dati, visto che il numero di positivi sintomatici era molto più alto rispetto alle altre regioni. Una situazione che avrebbe portato la Lombardia in zona rossa. Spiega Brusaferro: «Non c’è stata alcuna contestazione in quei giorni. Nel monitoraggio di venerdì 15 è passato tutto senza problema»

La mail del giorno del monitoraggio

Il 22 gennaio è giorno del nuovo monitoraggio. Anche qui il direttore generale del Welfare della Lombardia Marco Trivelli invia una nuova mail all’Istituto Superiore di Sanità e al ministero della Salute. L’orario della mail segna 12.25. Alle 12.30 ci sarebbe stato l’incontro con la cabina di regia: «Gentilissimi, tenuto conto dell’integrazione del flusso dei dati trasmesso mercoledì 20 rispetto a mercoledì 13 si chiede la rivalutazione dell’indice Rt nella settimana trentacinquesima. Ora per allora». Il dubbio che rimane ora è quello sulla modifica nei dati nel database in cui le regioni inseriscono tutti i valori necessari per il calcolo delle zone. Quando sono stati inseriti quelli della Lombardia? E quando sono stati modificati? Basterebbe mostrarli per dissipare tutti i dubbi.

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