Il vaccino di AstraZeneca solo agli under 65: la decisione del governo tedesco alla vigilia del verdetto dell’Ema

Pochi giorni fa il quotidiano Handelsblatt (smentito dall’azienda) aveva parlato di un’efficacia dell’8% sulla popolazione con più di 64 anni

Il ministero della Salute tedesco ha ufficialmente raccomandato l’utilizzo del vaccino Astrazeneca, prossimo all’approvazione, soltanto per i soggetti under 65. La conferma arriva a distanza di pochi giorni dall’indiscrezione del quotidiano tedesco Handelsblatt relativa a una percentuale bassissima di efficacia per gli ultra 65enni, pari all’8%. L’azienda e il governo britannico si erano affrettati a smentire l’indiscrezione, parlando di una «risposta immunitaria analoga su giovani e anziani», ma dal governo tedesco ora arriva la conferma. L’invito a somministrare il siero solo agli under 65 ha messo a tacere i dubbi sulle indiscrezioni trapelate e, alla vigilia del verdetto di Ema , getta un’ulteriore ombra sulla sicurezza e l’efficacia del vaccino di Oxford.


Quello che il ministero della Salute ha deciso di non confermare ma neanche smentire è stata la percentuale di efficacia diffusa da Handelsblatt. Al momento non è dato sapere se quell’8% corrisponda alla realtà dei dati. Di sicuro l’invito del governo tedesco di somministrare il siero AstraZeneca solo alla fascia d’età compresa tra i 18 e i 64 anni fa rumore. Anche e soprattutto per essere arrivata alla vigilia di una data importante.

Attesa per il verdetto dell’Ema

Domani, 29 gennaio, è previsto il verdetto dell’Ema sul vaccino di AstraZeneca. Il via libera da parte dell’ente europeo per i medicinali potrebbe contenere una limitazione sulla somministrazione per età, ed escludere quindi una delle fasce di popolazione più colpite in assoluto dalla pandemia. La conseguenza più immediata sul piano italiano sarà quella di non poter garantire la vaccinazione agli ultra 80enni. Insieme a operatori sanitati e Rsa sono i soggetti ritenuti più ad alto rischio e per questo inseriti nella prima fase di campagna.

Ue: «Stopperemo l’export se ci saranno incongruenze». Astrazeneca decide di svelare il contratto

La Commissione europea intanto prova a reagire ai non pochi problemi avuti negli ultimi giorni con le case produttrici dei vaccini. «Se vedessimo incongruenze e se le dosi che dovrebbero restare in Ue verranno destinate all’export, ci sarà la possibilità di intervenire negando l’autorizzazione». L’Europa cerca di tutelarsi dai possibili disguidi su produzione e forniture, pensando a un meccanismo di trasparenza per l’esportazione delle fiale anti Covid. L’iniziativa che la Commissione sta per mettere in campo è, secondo quanto dichiarato da fonti vicine a Bruxelles, uno strumento per «proteggere tutti i vaccini sui quali l’Europa ha accordi di pre-acquisto».

Nel frattempo Astrazeneca ha comunicato di essere disposta a pubblicare il contratto di accordo firmato con l’Ue. La richiesta era stata avanzata dalla stessa Commissione europea in risposta alle dichiarazioni del Ceo dell’azienda farmaceutica, ritenute del tutto incongruenti rispetto al documento firmato.

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