Oggi le nuove fasce, da domenica più zone gialle con cautela: Lombardia e Piemonte restano arancioni. A rischio bocciatura Sardegna e Abruzzo

La Cabina di Regia dell’Istituto Superiore di Sanità diffonderà il nuovo monitoraggio per la settimana dal 18 al 24 gennaio. Tra i presidenti in fibrillazione Solinas della Sardegna: «Se ancora in arancione faremo ricorso»

È il giorno del monitoraggio della Cabina di Regia sulla diffusione del Coronavirus in Italia e le Regioni si preparano a sapere con certezza a quale colore e relativa fascia di rischio apparterranno. Secondo le anticipazioni dei dati riguardanti la settimana dal 19 al 24 gennaio, il calo complessivo di casi su scala nazionale porterà a diversi passaggi in giallo, con qualche permanenza in arancione non poco contestata.


Polemiche per la Lombardia in arancione

In fascia rossa dal 17 al 24 gennaio per l’errore nel calcolo dell’indice Rt, il passaggio della Lombardia in zona arancione risale soltanto al 22 di gennaio con il dietrofront dell’ordinanza del ministro Speranza. Se i dati risultassero buoni però il trasloco in zona gialla potrebbe non risultare così scontato. Come da prassi, sarebbe necessaria l’attesa di 14 giorni, periodo in cui i livelli devono dimostrarsi costantemente bassi. Se così fosse, il territorio di Fontana dovrebbe aspettare il monitoraggio del 5 febbraio ed eventualmente passare in zona gialla soltanto il 7.

L’altro nodo lombardo è su quali dati il Comitato tecnico scientifico sarà chiamato a decidere. In teoria su quelli inviati ieri e riferiti alla settimana 18-24 gennaio, ma il problema rimane per l’indice Rt. I dati per il calcolo riguardano i 7 giorni precedenti, dall’11 al 17 gennaio, quando la correzione dei numeri non era ancora stata fatta.

Veneto verso il giallo con Emilia-Romagna e Calabria, le altre arancioni non si spostano

Il passaggio nella zona più bassa del rischio contagi potrà riguardare Veneto, Calabria ed Emilia-Romagna con i rispettivi presidenti di Regione in fibrillazione per le ordinanze del ministro Speranza, attese forse già per domenica 31 gennaio. Intanto proprio per Veneto ed Emilia-Romagna arriva la correzione a livello europeo, da parte dell’Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), sulla permanenza in zona rosso scuro, ora trasformatasi in rossa.

Le Regioni che rischiano invece di rimanere in arancione sono anche Lazio e Piemonte per le stesse ragioni di tempistiche della Lombardia: «Visto che la maggior parte dei provvedimenti restrittivi è in vigore dal 15 gennaio il passaggio potrebbe verificarsi da domenica 7 febbraio, sempre che l’Rt sia sotto l’1» hanno anticipato i tecnici qualche ore fa. Valle d’Aosta, Liguria, Marche, Friuli Venezia-Giulia gli altri territori che non si muoveranno dalla fascia intermedia di rischio.

La minaccia di Solinas

Il governatore della Sardegna Christian Solinas ha già annunciato ricorso sull’anticipazione di una possibile permanenza della Regione in arancione, ritenendo la permanenza nella fascia intermedia di rischio «del tutto immotivata». Per il presidente i conti non tornano e il passaggio in zona gialla continua ad essere invocato fino a poche ore prima della diffusione del monitoraggio. «La Sardegna è fra le poche Regioni ad aver registrato un miglioramento su tutti gli indicatori rispetto alla settimana precedente» ha continuato Solinas, «il rapporto tra positivi e casi testati per la nostra Isola è al 7,2%, solo l’Abruzzo, con il 4% registra un valore inferiore, mentre la media italiana è pari al doppio».

E a proposito dell’Abruzzo, l’attacco è arrivato anche dal presidente Marco Marsilio. «Il nostro indice Rt è a una media dello 0,81, ci aspettiamo di passare in fascia gialla da domenica», ha detto in risposta a una possibile fascia arancione ancora da sopportare.

Le zone gialle stabili

Le Regioni attualmente in zona gialla che dovrebbero rimanere nella zona più bassa del rischio invece sono Toscana, Campania, provincia autonoma di Trento, Basilicata e Molise.

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