La sottosegretaria del Pd Puglisi: «Renzi, basta attacchi. Italia viva deve scegliere se stare con noi o con i sovranisti» – L’intervista

«Gestione timida della crisi da parte dei vertici dem? Non mi pare. Abbiamo seguito i consigli di Mattarella, ma dietro il governo tecnico sta nascendo una maggioranza politica, la cosiddetta “Ursula”. È assurdo parlare di congresso», dice la sottosegretaria Dem

Sottosegretaria uscente al ministero del Lavoro e membro della direzione Pd, Francesca Puglisi esclude che i Dem stiano vivendo una fase di incertezza interna. «Siamo noi i protagonisti nella tenuta dell’alleanza strategica che si sta consolidando con Leu e 5 stelle», dice. Eppure, chi attraverso dichiarazioni pubbliche come il senatore Tommaso Nannicini, chi off the record subito dopo la conclusione della direzione del partito, riunitasi alle 17 di oggi pomeriggio, lamenta un errore di strategia nella linea Bettini-Zingaretti e un appiattimento ingiustificato sulla figura di Giuseppe Conte.


Puglisi, alcuni membri del suo partito si dicono insoddisfatti di come i dirigenti Pd hanno gestito la crisi di governo. Ha notato anche lei «qualche timidezza di troppo»?


«Non mi sembra che il Partito democratico sia stato timido, tutt’altro: è stato il Pd a chiedere, tramite il segretario Nicola Zingaretti, che a novembre scorso la maggioranza si consolidasse con un confronto programmatico. Stavamo lavorando, coinvolgendo tutti i livelli di partito, ponendo questioni forti per legge di bilancio, Recovery Plan, occupazione giovanile e femminile…».

Nannicini, senatore Pd, ricorda che l’ultimo congresso del partito si è tenuto «un’era geologica fa». Per intenderci, quando eravate all’opposizione di Conte e prima che i renziani lasciassero il gruppo per fondare Italia viva. Sono cambiate tante cose da allora, non ritiene necessario fare un “aggiornamento” della direzione?

«Credo che il Partito democratico abbia lavorato con grande determinazione per evitare la crisi di governo. Abbiamo fatto di tutto e il partito è rimasto unito. Oggi, siamo noi i protagonisti nella tenuta dell’alleanza strategica che si sta consolidando con Leu e 5 stelle, un’alleanza che deve diventare sempre più forte per arginare la destra sovranista. È stato Zingaretti a chiedere l’incontro con 5 stelle e Leu di ieri sera. Oggi, poi, il presidente Conte ha mostrato una grande disponibilità a darci una mano per salvare il Paese. Questa proprio non la definirei “timida” come gestione. Si confonde la pacatezza, il rigore istituzionale con la timidezza. Solo evocare un congresso, in questa fase, è assurdo».

A proposito di gestione del partito, Renzi ha parlato di corrente thailandese riguardo alla linea di Goffredo Bettini e del segretario Nicola Zingaretti. È un attacco che mina la nascita di una maggioranza responsabile a sostegno di un governo Draghi?

«È chiaro qual è il disegno di Renzi dall’inizio della crisi da lui stesso aperta e generata. Rompere una maggioranza che si stava consolidando e stava diventando veramente politica. Ma Renzi non è riuscito e non riuscirà a fermare questo processo. Il leader di Italia viva si sente schiacciato dalla figura di Giuseppe Conte e dalla leadership del Pd. È normale che Renzi tenti di incrinare questo asse che, in realtà, è l’unico in grado di arginare le destre alle prossime elezioni politiche».

In questo asse c’è spazio per Italia viva?

«Vorrei invitare Italia viva a lavorare insieme smettendola con questi attacchi. L’Italia ha bisogno di restare ancorata all’Europa e Draghi è un simbolo importante di questo indirizzo. Se Renzi continua ad attaccarci, allora deve spiegare a quale coalizione sta guardando, in quale spazio politico vuole collocare Italia viva. Perché noi del Pd vogliamo continuare a lavorare con le forze democratiche ed europeiste. Quindi Renzi o sta con noi, o sta con le destre, o resta da solo».

Non creerebbe imbarazzo al Pd sedersi al tavolo del governo insieme a Forza Italia?

«In questo momento storico, dopo che è stata picconata la maggioranza squisitamente politica che sosteneva il governo Conte, abbiamo deciso di seguire le indicazioni del presidente Mattarella che ci ha chiesto di costruire una maggioranza solida per affrontare questa fase drammatica. La priorità per il Pd è l’ancoraggio all’Europa. Quindi il sostegno al governo Draghi è coerente da parte di una forza politica che riconosce un interlocutore serio in una forza europeista come il Partito popolare europeo, di cui fa parte Forza Italia. In questo momento sta nascendo in Italia la cosiddetta maggioranza Ursula, lasciando fuori chi è andato a braccetto con Marine Le Pen».

Leggi anche: