Maturità 2021, cosa sappiamo sull’esame di Stato nel secondo anno di Coronavirus

La crisi di governo ha rallentato le decisioni sulla maturità, ma qualche novità sembra già trovare accoglimento

Proprio come lo scorso anno, anche a giugno del 2021 gli studenti saranno chiamati ad affrontare un esame di maturità rivisitato rispetto al solito. Per far fronte ai rischi del Coronavirus, nel 2020 le tre prove scritte erano state eliminate, e tutto l’esame si era concentrata nel colloquio orale. Quest’anno la linea sembra essere più o meno la stessa, anche se, a causa della crisi di governo, la decisione definitiva è stata rimandata a data da destinarsi.


Le novità

Il maxi orale, dunque, potrebbe essere riconfermato. Pensare alle prove scritte significherebbe dover utilizzare corridoi e palestre delle scuole (come già succedeva durante gli altri anni) e organizzare ingressi e uscite in modo da ridurre al minimo i rischi di contagio. Non impossibile, certo, ma la linea sembrerebbe quella di puntare tutto sul colloquio. La maggiore novità è rappresentata invece dalle ammissioni: la ministra Lucia Azzolina ha anticipato che per sostenere l’esame di Stato bisognerà presentarsi con un giudizio «complessivamente positivo» agli scrutini. Torna possibile, quindi, la bocciatura.

Se il colloquio sarà davvero l’unico esame, le materie affrontate di solito nella seconda prova (che varia a seconda dell’indirizzo e che viene estratta a sorte dal ministero dell’Istruzione) potrebbero essere svolte dagli studenti in un elaborato che verrà presentato poi al momento della discussione. I ragazzi, inoltre, dovranno parlare dell’esperienza svolta nell’ambito dei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (Pcto), stabiliti dalla legge di Bilancio 2019.

Le date

Proprio come per le modalità, anche sul quando ci sono ancora dubbi. L’incertezza sta creando nervosismi nel mondo della scuola, che sperava di avere il documento con le risposte già a fine gennaio (come promesso dalla ministra del governo uscente).

Le commissioni

Anche quest’anno, molto probabilmente si punterà ad avere una commissione interna con solo un presidente esterno. Ai professori coinvolti spetterà il compito di orientare l’esame degli studenti, sia prima della prova che durante.

Come si calcola il voto

Per il voto finale, saranno fondamentali i risultati raggiunti nel corso del trienni. Secondo quanto anticipato a gennaio, il 60% della decisione, infatti, si baserà sulla media raggiunta negli ultimi 3 anni, e solo il 40% dipenderà dall’esame conclusivo.

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