Via libera dal Parlamento europeo al regolamento sul Recovery Fund. Anche grazie alla Lega

L’Europarlamento approva con 582 voti a favore, 40 contrari e 69 astenuti

Con 582 voti a favore, 40 contrari e 69 astenuti, il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva le regole ha approvato a larga maggioranza le regole che governano il Recovery and Resilience Facility (Rrf) del programma del Next Generation EU, messo in campo dall’Unione europea per il contrasto alle conseguenze della pandemia di Coronavirus nei Paesi membri dell’Ue. A votare a favore sono stati anche i parlamentari europei della Lega, come annunciato dopo l’incontro tra la delegazione della Lega di Matteo Salvini con il presidente incaricato Mario Draghi. «Preso atto dell’impegno che non ci sarà alcun aumento della pressione fiscale che la stagione dell’austerity è finalmente archiviata che si ridiscuteranno i vecchi parametri lacrime e sangue e che si aprirà una stagione nuova per l’utilizzo dei fondi del Recovery Plan – si legge in una nota ufficiale rilasciata ieri dopo l’incontro con l’ex governatore della Bce -, prendiamo l’occasione per riportare l’Italia protagonista. Voteremo a favore del Recovery Resilience Facility per dare concretezza alla fase nuova che sta per iniziare».


Gentiloni: «Passo storico, impensabile fino a un anno fa»

Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha espresso soddisfazione per il voto della plenaria: «Accolgo con favore il voto del Parlamento su Recovery and Resilience Facility, il cuore di Next Generation Eu. Mentre i vaccini ci aiutano a uscire dalla crisi sanitaria, la Recovery and Resilience Facility porterà 672,5 miliardi di euro per sostenere l’uscita dalla crisi economica di persone, imprese e comunità».

Anche il commissario agli Affari Economici dell’Unione, Paolo Gentiloni, ha accolto con favore l’esito del voto, definendolo un «passo storico, impensabile fino a un anno fa». Con l’approvazione del Recovery, l’Unione potrà «investire per rendere l’Europa più verde, più digitale, più resiliente, a vantaggio di tutti a lungo termine», descrivendola come un’«opportunità unica da cogliere per cambiare le nostre economie, per il bene di tutti i cittadini europei».

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