Assegno unico, la piccola svolta del leghista Pillon: «Giusto anche per i figli di coppie Lgbt. Ma i genitori restano uomo e donna»

La legge sul sussidio è stata approvata nel giugno scorso all’interno del pacchetto di misure sul Family Act

Il nuovo corso della Lega più europeista e decisamente più morbida sul fronte dell’immigrazione non ha risparmiato neanche il senatore Simone Pillon. A proposito dell’assegno unico per le coppie con figli previsto dal Family Act e rivendicato dalla ministra Elena Bonetti anche a favore dei figli di coppie Lgbt, Pillon a La Stampa ha detto che per il momento le battaglie ideologiche: «possono anche aspettare. Trovo giusto e normale – ha aggiunto – che una misura in favore dei minori sia estesa a tutti».


L’apertura di Pillon si ferma però su quello che considera un pilastro del suo pensiero a proposito di famiglia. A cominciare dalla definizione di genitori. Passi per l’assegno per tutti, ma siamo ancora lontani: «dal riconoscere la genitorialità di persone Lgbt. Perché i genitori sono solo un uomo e una donna». E quindi le vecchie battaglie, a cominciare da quella su «Genitore 1 e Genitore 2» non vanno in soffitta. Anzi anticipa che alcune associazioni pro-life starebbero già preparando diversi ricorsi contro la norma che prevede la definizione dei genitori senza specifiche di genere.

La proposta di Elena Bonetti

Ieri, la ministra Bonetti aveva dichiarato – sempre su La Stampa – che le quantificazioni sul rafforzamento dell’assegno unico «dovremo farle con il ministero dell’Economia. Si tratta di una misura universale che certamente sostiene le famiglie ma soprattutto è uno strumento di riattivazione economica. Il Family Act si rivolge alle nuove generazioni e riconosce tutti i bambini come valore, al di là del contesto familiare. Questa visione è già stata votata per la parte dell’assegno da tutto l’arco parlamentare ed è partendo da questa unità che dobbiamo continuare a lavorare». Questo include anche le coppie Lgbt.

L’assegno unico

Per assegno unico si intende quella misura contenuta all’interno del Family Act e approvata nel giugno scorso con una legge delega: le risorse per attivarlo sono invece state inserite nella nuova Legge di bilancio, ma ad oggi mancano i decreti attuativi. Si tratta di una somma che va dai 50 ai 250 euro mensili – calcolati in base all’Isee familiare – che viene erogata dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni del figlio. Il sussidio dovrebbe partire da luglio 2021.

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