Caos M5s, tentativi di ripartenza con Conte leader. Grillo convoca i big del Movimento domenica a Marina di Bibbona

L’incontro dovrebbe tenersi domenica 28 a casa del fondatore e garante dei pentastellati. Tra i partecipanti Di Maio, Fico, Casaleggio e lo stesso Conte

Una corsa contro il tempo per tentare di ricucire e rilanciare il M5s dopo il caos espulsioni e abbandoni, esploso con l’appoggio al Governo Draghi, sotto il nome di Giuseppe Conte. Sarebbe questo il motivo che avrebbe spinto il garante e fondatore del M5s Beppe Grillo a convocare per domenica 28 febbraio un incontro con lo stato maggiore del M5s a Marina di Bibbona. Al vertice dovrebbero partecipare tutti i big del MoVimento, dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, al presidente della Camera Roberto Fico, passando per il numero uno di Rousseau Davide Casaleggio e, molto probabilmente, lo stesso Conte. Incognite invece su un possibile passo indietro e sulla presenza di Alessandro Di Battista che ormai, da qualche giorno, non è più iscritto al Movimento. 


Necessarie modifiche allo statuto

L’ex premier sarebbe il filo scelto per ricongiungere i lembi dopo lo  strappo. Ma sussistono diversi ostacoli da superare. Conte, non essendo de facto iscritto al MoVimento non potrebbe prendere parte alla corsa per il comitato a 5, poiché è necessario essere iscritti da almeno 6 mesi al M5s. E in tal senso si renderebbero necessarie delle modifiche allo statuto. Variazioni che però richiederebbero tempo, anche perché con i livelli di entropia attualmente presenti nel Movimento, risulta difficile pensare di rimandare il voto sulla leadership dei pentastellati, attualmente ricoperta ad interim da Vito Crimi.

La leadership di Conte per sigillare l’alleanza con Pd e LeU alle amministrative

E il tempo stringe non solo per dissolvere i malumori interni, ma anche perché ha preso il via il conto alla rovescia per decidere la strada da percorrere per alleanze future in vista delle prossime elezioni amministrative. La figura di Giuseppe Conte, in prospettiva, sarebbe l’ideale collante con Partito Democratico e LeU. Certo, dal M5s c’è chi guarda con preoccupazione alla situazione altrettanto caotica in casa dem, con la segreteria di Nicola Zingaretti claudicante, anche alla luce delle recenti richieste di dimissioni rivolte al vicesegretario, nonché attuale ministro del Lavoro, Andrea Orlando, e rilanciate, tra gli altri, dal dem molto vicino a Matteo Renzi, Andrea Marcucci. Ma al di là della situazione interna al Pd, il M5s intende tirare dritto sul nome di Giuseppe Conte. Un nome che si spera, come riferito da Di Maio, «metta la parola fine alle nostre ambiguità e ai nostri bizantinismi».

Foto in copertina: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

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