Alessandro Di Battista non è più iscritto al M5s: il suo nome cancellato anche dalla piattaforma Rousseau

Intanto cinque senatori preparano una causa collettiva contro l’espulsione dal Movimento

Alessandro Di Battista non è più iscritto al Movimento 5 Stelle. L’ex deputato pentastellato risulta essersi formalmente disiscritto dal M5s, e il suo nome conseguentemente non è più presente nella pagina ad hoc della piattaforma Rousseau. Uno strappo innescatosi dopo il voto sulla piattaforma dello scorso 11 febbraio, in cui la base del M5s ha dato il proprio via libera all’ingresso del M5S nel governo Draghi. Di Battista, solo ieri, aveva ribadito: «Non potevo supportare un governo con Silvio Berlusconi, che, come testimoniato dalla sentenza di Dell’Utri e dalle indagini dell’inchiesta Stato-Mafia, ha pagato la mafia anche da presidente del Consiglio». 


L’addio al M5s

Poco dopo aver appreso l’esito del voto su Rousseau, Di Battista aveva annunciato: «Rispetto il voto degli elettori, ma da ora in poi non parlerò in nome del M5s, perché il M5s non parla a nome mio. Questa scelta non riesco a superarla. Non posso fare altro che farmi da parte. Vedremo se un giorno o l’altro le nostre strade si incroceranno ancora». Ma cosa farà ora “Dibba”? Il diretto interessato aveva già smentito con forza le voci su una sua ipotetica leadership del gruppo dei dissidenti pentastellati che non hanno votato la fiducia al governo Draghi, uniti sotto simbolo de l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro.

Lo strappo interno con il M5s

«Sono uscito dal Movimento, vivo la mia vita, non mi occupo di correnti, scissioni, nuove forze politiche – dichiarava solo pochi giorni fa -. Ho solo idee diverse dalle vostre. Rispettatele senza comportarvi da infantili avvelenatori dei pozzi». «State al governo? Occupatevi della classe media e della piccola e media impresa. Non di me. Patti chiari e amicizia lunga. P.S. Paragonarmi a Renzi significa paragonarmi ad un vostro alleato di governo», aveva sbottato Di Battista contro i suoi ex colleghi di Movimento.

La causa contro il M5s degli espulsi

Nel frattempo, secondo fonti dell’Ansa, un gruppo di 5 senatori Movimento 5 Stelle avvierà un ricorso collettivo in Tribunale per chiedere una sospensione dei provvedimenti di espulsione dal M5s. A questi senatori dovrebbero unirsi anche alcuni deputati espulsi dal gruppo M5s dalla Camera. A presentare il ricorso sarà, come in altri casi precedenti di problemi interni al Movimento, l’avvocato genovese Daniele Granieri.

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