I numeri in chiaro della settimana. Taliani: «In ospedale entrano più pazienti di quanti ne escano. Il trend è preoccupante» – Il video

L’infettivologa commenta l’andamento del contagio in Italia negli ultimi sette giorni: «In 11 Regioni la forbice tra guariti e ricoverati si sta allargando»

In Italia continua ad aumentare il bilancio dei nuovi casi di contagio da Coronavirus che oggi, 26 febbraio, si attestano a +20.499 unità. Ieri erano +19.886. Il totale dei positivi, da inizio pandemia, è salito a 2.888.923, secondo l’ultimo bollettino del ministero della Salute e della Protezione civile. Le vittime nelle ultime 24 ore sono 253 contro le 308 di ieri e le 318 del giorno prima: il totale dei decessi è di 97.227. Il tasso di positività è salito, passando dal 5,6% di ieri al 6,3% di oggi. In terapia intensiva sono entrati 26 nuovi pazienti per un totale di 2.168.


«Il serbatoio si riempie ma non si svuota»

Guardando alla tendenza dell’ultima settimana, «il serbatoio si riempie ma non si svuota», spiega Gloria Taliani, infettivologa e ordinaria di Malattie Infettive all’Università la Sapienza di Roma, riferendosi alla quantità dei ricoverati che è di gran lunga superiore a quella dei guariti e dei dimessi. «E se prima i nuovi positivi, con i ricoverati e i dimessi, avevano un andamento parallelo, ora le curve si stanno aprendo, formando una forbice. Ed è la prima volta che succede». Una tendenza che Taliani non esita a definire «preoccupante». E che si osserva in 11 Regioni, Umbria in primis.

«Non si può abbassare la guardia»

«Una volta che riparte il meccanismo di diffusione», spiega Taliani, «è più difficile riprenderlo di quanto invece non sia nelle fase iniziali di una evidente ripresa. Siccome la crescita tende a diventare esponenziale o comunque ad auto-accrescersi, l’obiettivo è quello di tenere fermo il livello di crescita dei positivi per cercare di riportare indietro l’andamento della curva. Non si può ancora abbassare la guardia».

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