Coronavirus, in Lombardia variante inglese nel 64% dei positivi. A Brescia isolata la mutazione nigeriana

Il governatore Fontana ha incontrato oggi una rappresentanza di sindaci dei Comuni finiti in zona arancione rafforzata

La “variante inglese” del Coronavirus preoccupa la Lombardia. Secondo un recente studio citato da Letizia Moratti nel corso di una comunicazione in Aula del Consiglio Regionale, al primo marzo la variante in questione era stata rilevata del 64% dei casi. In alcuni laboratori che hanno partecipato alla ricerca, si osserva una percentuale addirittura pari all’86%. Uno scenario che preoccupa per la più alta contagiosità della variante rilevata inizialmente nel Regno Unito a fine 2020.


Brescia, isolato il ceppo nigeriano

Sempre sul fronte delle mutazioni, a Brescia è stata isolata la variante nigeriana del Covid, trovata per la prima volta in febbraio a Napoli. La variante è stata rilevata per caso nel corso di un campionamento più esteso. Come spiega Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia e direttore del Laboratorio di Microbiologia dell’Asst Spedali Civili a Brescia, dopo la scoperta «è stata immediatamente segnalata all’Ats che è subito partita con le attività di tracciamento», per valutare se «si tratta di un caso isolato o se già sta circolando». Avendo isolato il virus adesso sarà possibile valutare se questa variante rara è più o meno contagiosa o aggressiva.

Fontana incontra i sindaci

Per tentare di arginare i contagi in Lombardia, la giunta guidata da Attilio Fontana ieri ha varato tre nuove ordinanze che hanno introdotto la zona arancione rafforzata in oltre 50 comuni in Regione, passata da gialla ad arancione lunedì. Oggi Fontana ha incontrato una rappresentanza di sindaci della provincia di Milano (Liscate, Melzo, Rodano, Truccazzano e Vignate) entrati in zona arancione scura che avevano inscenato una protesta fuori da palazzo Lombardia. «Si è trattato di un confronto utile e pacato», ha dichiarato Fontana al termine dell’incontro. «Ci siamo lasciati con la consapevolezza che, anche alla luce della difficoltà del momento, la collaborazione reciproca debba essere costante e per quanto possibile rinforzata».

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