Coronavirus, l’allarme sugli ospedali in Campania e Piemonte. Il sindaco del casertano: «Non possiamo garantire assistenza sanitaria»

L’associazione dei Medici e Dirigenti sanitari piemontesi avverte: «A breve pronto soccorso ed ospedali saranno nuovamente al collasso»

Da nord a sud, l’Italia torna a colorarsi di rosso e arancione. Ma a subire il contraccolpo dell’aumento della curva dei contagi sono in particolare gli ospedali. In Campania, Vincenzo De Luca ha definito la situazione pesante. «Al momento, l’assistenza sanitaria non è più garantita», a scriverlo in un post su Facebook è il sindaco di Calvi Risorta, in provincia di Caserta, Giovanni Lombardi. Il primo cittadino, che è anche medico-rianimatore all’ospedale Cotugno di Napoli, ha scritto sulla sua pagina Facebook, alla fine del turno di 12 ore in pronto soccorso, che «da questa mattina la centrale operativa regionale di smistamento non è riuscita a trovare né un posto di terapia intensiva né di sub-intensiva in nessun ospedale della Campania. Questo significa che siamo costretti a lasciare pazienti critici in reparti non intensivistici per mancanza di posti letto».


Ma la pressione ospedaliera non risparmia neanche il Piemonte. «A breve pronto soccorso ed ospedali saranno nuovamente al collasso», sostiene la segreteria piemontese di Anaao Assomed, l’associazione dei Medici e dei Dirigenti Sanitari. L’allarme è stato lanciato dopo la nuova sospensione delle visite ambulatoriali non urgenti, disposta per ridistribuire il personale e destinarlo all’assistenza dei pazienti Covid. Per questo, Anaao Assomed ha chiesto «l’urgente riapertura dell’ospedale temporaneo Valentino del Padiglione V di Torino Esposizione». Per l’associazione si tratta infatti dell’unico modo «per riuscire ad assistere tutti i pazienti che a brevissimo non troveranno adeguata sistemazione negli ospedali».

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