Scuole chiuse e congedi parentali: ecco chi può richiederli e come

Nel decreto legge del 13 marzo, il governo Draghi ha previsto nuovi congedi per genitori dipendenti con figli minori di 16 anni. Ecco come funzionano

L’Italia fa i conti con un nuovo picco di contagi di Coronavirus e le scuole con un’altra ondata di didattica a distanza (Dad). A causa della elevata trasmissibilità tra ragazzi della variante Covid-19 B117 – la cosiddetta “inglese” – nelle zone rosse (e a discrezione anche in quelle arancioni) chiuderanno gli istituti di ogni ordine e grado, compresi asili nido, scuole materne ed elementare. Anche stavolta, il governo è chiamato ad aiutare le famiglie che non potranno più contare sulla didattica in presenza mentre sono al lavoro. Come stabilito nel Decreto Legge del 13 marzo 2021, n. 30 – che ha previsto 290 milioni di euro di aiuti ai nuclei familiari – alcune persone potranno fare richiesta per un congedo parentale.


Chi può richiederlo

Il congedo parentale può essere richiesto fino al prossimo 30 giugno dai lavoratori dipendenti (privati o pubblici) che hanno figli minori di 16 anni in Dad, contagiati o in quarantena. Il congedo può essere richiesto alternativamente da entrambi i genitori (non può essere richiesto insieme da entrambi).

Chi non ne ha diritto

Non può farne richiesta il genitore che fa un mestiere compatibile con la modalità smart working. Il decreto, infatti, ha reintrodotto il diritto al lavoro agile per chi ha figli sotto i 16 anni. Il punto ha sollevato non poche polemiche: alcuni esperti e molte famiglie hanno evidenziato che il lavoro da remoto non è fatto per badare ai figli e che non può essere visto come una soluzione al problema. Elena Bonetti ha sottolineato che si tratta di una soluzione temporanea, che potrebbe essere rivista qualora l’emergenza dovesse protrarsi oltre il previsto e le scuole dovessero rimanere chiuse anche dopo Pasqua.

A quanto ammonta il congedo

I genitori di ragazzi minori di 14 anni che richiedono il permesso hanno diritto al 50% dello stipendio. Essendo un provvedimento retroattivo al primo gennaio, chi ha chiesto il congedo ordinario nei mesi precedenti può chiedere che venga convertito in congedo straordinario. Chi ha invece figli tra i 14 e i 16 anni può richiedere un congedo non retribuito: in quel periodo di tempo non possono essere licenziati e hanno diritto alla conservazione del posto di lavoro.

Leggi anche: