Il vaccino AstraZeneca, i timori dei cittadini e l’autogol del presidente Draghi che ha alimentato la paura

La sospensione del vaccino è stata una scelta chiaramente politica, lo ammette lo stesso Presidente del Consiglio che se ne assume le responsabilità insieme al suo governo

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha affermato, durante la sua prima conferenza stampa, che si vaccinerà con AstraZeneca. Chissà se avrebbe detto lo stesso nel caso in cui fosse arrivato dall’EMA un parere negativo sul vaccino anti Covid19 anglo-svedese. E’ comunque evidente che il Governo voglia correre ai ripari per tenere in piedi la campagna vaccinale dopo la sospensione precauzionale della quale è responsabile. Lo stesso Draghi, infatti, ammette in maniera evidente che la decisione è stata presa dal suo stesso esecutivo.


«È un errore? No! Non è un errore», ha risposto il presidente Draghi a chi gli domandava se fosse sbagliata la decisione di sospendere il vaccino AstraZeneca in Italia. Le motivazioni sono racchiuse in alcune dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa, come questa domanda posta ai giornalisti presenti in sala: «Se voi vi metteste nei panni miei e nei panni di altri governanti in Europa cosa avreste fatto?». C’è semplicemente “la responsabilità di un Governo che si mette nei panni dei cittadini», ha concluso Draghi, ammettendo in questo modo però di esser stato condizionato dalla reazione emotiva contro il vaccino dei cittadini impauriti da recenti fatti di cronaca mal riportati.

Benché Draghi abbia ammesso con chiarezza che l’EMA non ha affatto suggerito di sospendere le vaccinazioni con AstraZeneca, un altro elemento che ha condizionato il suo governo è il fatto che il PRAC, il comitato dell’autorità europea per i farmaci che esamina i rischi connessi all’uso dei diversi medicinali, stesse indagando sui rarissimi casi di trombosi registrati dopo la vaccinazione. Lo stesso PRAC aveva chiarito, in data 11 marzo 2021, che si poteva continuare la somministrazione poiché «i benefici del vaccino continuano a superare i rischi». Ma, nonostante tali rassicurazioni, è prevalso nella valutazione del governo il «timore popolare» che però è stato ulteriormente alimentato proprio dall’eccessiva insicurezza sugli effetti di AstraZeneca dimostrata dal governo.

Anche altri governi europei avevano sospeso il vaccino AstraZeneca? È un dato di fatto, ma lo stesso Draghi difende la scelta del suo esecutivo sostenendo che non vi sia stato alcun un condizionamento dall’estero, in particolare dalla Germania. Leggendo le FAQ del Governo tedesco in merito alla sospensione, risulta evidente quanto l’operato di Berlino non sia però stato influenzato dalla piazza ma avesse come obiettivo evitare eventuali conseguenze legali che, a questo punto, verrebbero vanificate da una nota sui rischi collaterali aggiunta nei cosiddetti “bugiardini” del vaccino.

La scelta del governo italiano, sostenuta da Draghi mettendo sul piatto della bilancia il senso di responsabilità, costituisce inoltre un precedente pericoloso. In teoria dovrebbero essere gli enti di vigilanza a decidere la sospensione di un farmaco senza alcun condizionamento di tipo politico, popolare o mediatico. Prendendo ad esempio l’EMA, considerando le comunicazioni interne trafugate e diffuse illegalmente a fine 2020, questa non si era lasciata condizionare dalle pressioni esterne al fine di approvare il vaccino Pfizer in tempo per il VDay.

Da una parte abbiamo perciò un governo tedesco che considera eventuali conseguenze legali, preferendo porvi rimedio anziché considerare i benefici del vaccino rispetto a presunti rischi; dall’altra abbiamo un governo italiano che “si mette nei panni dei cittadini” facendo propri i loro timori anziché rassicurarli con i dati già a disposizione e seguendo l’esempio della stessa EMA. Le conseguenze di queste scelte comunicative e politiche minano la fiducia dei cittadini nel vaccino AstraZeneca e non solo. Non dimentichiamo come l’allarme suscitato nel 2014, a causa della sospensione cautelativa di due lotti del vaccino Fluad poi scagionati dall’EMA, portò a un calo del numero dei vaccinati contro l’influenza con le relative conseguenze.

Per concludere, c’è un dettaglio che il Presidente del Consiglio si è lasciato sfuggire nel tentativo di correre ai ripari e a sostegno della sicurezza del prodotto anglo-svedese. Durante la conferenza stampa ha raccontato che suo figlio si era sottoposto al vaccino AstraZeneca «l’altro ieri in Inghilterra», presumibilmente nei giorni successivi alla sospensione italiana del 15 marzo. e Peccato che nessuno gli abbia finora fatto la seguente e semplice domanda: se era così sicuro per suo figlio, perché non ha rassicurato anche gli altri cittadini italiani evitando tutto questo allarmismo?

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