Caso Gregoretti, Salvini a udienza a Catania. Il pm chiede l’archiviazione: «Il fatto non sussiste»

Le indagini riguardavano lo sbarco negato ai 116 migranti soccorsi dalla nave militare Gregoretti nel luglio del 2019

«Il fatto non sussiste» e l’ex ministro dell’interno Matteo Salvini «non può essere imputato per il reato di sequestro di persona». Il pm Andrea Bonomo ha parlato stamattina, 10 aprile, davanti al gup Nunzio Sarpietro durante la nuova udienza preliminare in corso nell’Aula Bunker di Catania sul caso Gregoretti. Salvini sta affrontando le vicende giudiziarie legate allo sbarco negato ai 116 migranti soccorsi dalla nave militare italiana nel luglio 2019. Il via libera al processo era stato deciso dal Senato il 12 febbraio 2020.


Il Pm: «Salvini non ha violato alcuna delle convenzioni internazionali»

Salvini, secondo il pubblico ministero, «non ha violato alcuna delle convenzioni internazionali», e le sue scelte sono state «condivise dal governo». La Procura di Catania aveva richiesto l’archiviazione del caso, scrivendo che «l’attesa di tre giorni (prima dello sbarco, ndr) non può considerarsi una illegittima privazione della libertà», visto che le «limitazioni sono proseguite nell’hot spot di Pozzallo» e che «manca un obbligo per lo Stato di uno sbarco immediato».

«Garantiti assistenza medica, viveri e beni di prima necessità»

Secondo il pm, sulla nave «erano stati garantiti assistenza medica, viveri e beni di prima necessità» e «lo sbarco immediato di malati e minorenni». All’epoca, però, nonostante le assistenze ai più gravi, il garante dei detenuti Mauro Palma – che aveva deciso di interessarsi in prima persona alla situazione – aveva parlato di una situazione ai limiti dei diritti umani, con persone «appena salvate in mare che continuavano a essere tenuti all’aperto, esposti al sole, nel caldo estivo, con solo una tenda per ripararsi».

Immagine di copertina: ANSA/GIUSEPPE LAMI

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