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La settimana cruciale per il piano nazionale. Speranza: «Entro giugno tutti gli anziani vaccinati». Se le aziende consegnano in tempo

La data chiave è quella del 19 aprile quando Johnson&Johnson dovrebbe consegnare mezzo milione di vaccini monodose

Le raccomandazioni su AstraZeneca, il nuovo piano vaccinale del commissario Figliuolo, e la scarsità di dosi denunciata dalle Regioni. Dopo una settimana intensa per la campagna vaccinale italiana contro il Coronavirus, il ministro della Salute prova a fare un po’ d’ordine rassicurando che le vaccinazioni in Italia stanno procedendo. «Questa settimana arriveranno le prime dosi. Saranno 4-500 mila ad aprile. E 7,3 milioni nel trimestre al momento», conferma Roberto Speranza a la Repubblica parlando delle consegne della Johnson&Johnson. Un vaccino monodose che potrebbe quindi dare una boccata d’ossigeno ai tanti intoppi della campagna italiana.


Speranza assicura che, alla luce del piano presentato da Figliuolo, che congela la somministrazione per categorie, la priorità sono le persone sopra gli 80 anni e poi quelle tra i 70 e gli 80. «Era già così. Nel piano che presentai il 2 dicembre al Parlamento era prevista la priorità assoluta per il personale sanitario impegnato in prima linea, per le Rsa e gli ultraottantenni», chiarisce poi Speranza. «Modificammo i criteri quando AstraZeneca venne autorizzata solo per gli under 65, effetto della prima sperimentazione circoscritta ai più giovani. Dovevamo decidere se tenere le dosi in frigo o usarle. Scegliemmo di destinarle in particolare alla scuola».


I richiami per Pfizer e Moderna possono attendere

Un’ulteriore novità riguarda la somministrazione della seconda dose di Pfizer. Il richiamo potrà ora essere effettuato dopo 42 giorni, allungando quindi i tempi e dando più respiro alla gestione vaccinale. Per Speranza dunque, ora che i nuovi tasselli sembrano essere stati messi a posto, entro fine aprile verranno vaccinati gli over 80: «Poi credo che entro il trimestre – quindi entro fine giugno – si possono mettere in sicurezza tutti gli over 60, che sono altri 18 milioni circa»

Numeri e previsioni che ovviamente devono fare i conti con la disponibilità delle dosi. Nei prossimi tre mesi, da aprile a giugno, dovrebbe arrivare un totale di 52 milioni di dosi. Ma, se come sembra, il mese di aprile ne vedrà consegnate solo 10 milioni, con le altre 40 destinate a giugno, allora per Figliuolo sarebbe praticamente impossibili mantenere l’obiettivo delle 500 mila somministrazioni quotidiane.

Le tappe delle consegne di aprile

Cruciale sarà la data del 19 aprile, termine entro cui l’Italia dovrebbe ricevere tra le 400 e 500 mila dosi di Johnson&Johnson. Una consegna che, se rispettata, potrebbe dare una notevole spinta al piano vaccinale italiano. Entro mercoledì l’Italia ne aspetta però altre 175 mila da AstraZeneca, e altre 400 mila all’inizio della prossima settimana da Moderna. Il 14 aprile invece Pfizer ha promesso che consegnerà un altro milione di dosi.

A fronte di queste consegne e guardando alle fasce d’età più anziane, e più esposte al contagio, ovvero gli over 70, 80 e 90, «andrebbero somministrate 14 milioni e 500 mila dosi per arrivare alla vaccinazione completa delle tre fasce», fa notare il fisico Giovanni Sebastiani in un intervento al Corriere della Sera. Vaccinazioni che dunque richiederebbero «un mese, se venissero somministrate 500 mila dosi al giorno. Se invece si rimane a 300 mila dosi al giorno, servirebbero ulteriori due settimane, raggiungendo l’obiettivo a fine maggio».

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