I numeri in chiaro, Maga: «L’epidemia è in lento e progressivo calo. Giocare a carte nei bar? Proposta da dimenticare»

Per il direttore dell’Istituto di genetica molecolare del Cnr di Pavia, le riaperture sono necessarie. Ma certe richieste delle Regioni non vanno assecondate

Il rapporto tra positivi al Coronavirus e persone testate, al netto dei tamponi di controllo, «oggi è salito dell’1% rispetto a ieri». Ma secondo Giovanni Maga, direttore dell’Istituto di genetica molecolare del Cnr di Pavia, il quadro italiano dell’epidemia è comunque in miglioramento: «Oggi il rapporto positivi/casi testati è attorno al 15-16%, mentre qualche settimana fa avevamo sforato il 20%». La discesa, come tutti ormai hanno capito, non è a picco, piuttosto assistiamo a una diminuzione lenta e progressiva. Accompagnata però, sottolinea il professore, da «numeri confortanti sulle persone in isolamento domiciliare, quindi infette ma senza sintomi, che oggi calano di 4 mila unità». E poi si registra un «calo importante» anche nei ricoveri: «Sono oltre 700 in meno rispetto a ieri e anche il saldo delle terapie intensive segna un -73».


I Numeri in chiaro indicano quindi che l’epidemia sembra essere in graduale raffreddamento. Spiega sempre Maga: «Vedremo domani con il monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità quanto i dati dell’ultima settimana abbiano inciso sulle soglie di attenzione, ma credo che la situazione inizi a risentire sia degli effetti dei vaccini, sia dell’accumulo di persone guarite dal virus». Quanto alla riapertura delle scuole, «nelle prossime due settimane verificheremo se questa scelta avrà comportato oppure no un eventuale rimbalzo, ma io penso che se anche ci fosse un arresto del trend in discesa, non dovrebbe essere particolarmente significativo».


I numeri attuali giustificano quindi le richieste di riapertura che le Regioni intendono sottoporre al governo, compresa quella di tornare a giocare a carte nei bar? Risponde Maga: «Se riapriamo le scuole, se autorizziamo la presenza del pubblico negli stadi in certe percentuali, non possiamo dimenticarci degli esercizi commerciali e della ristorazione. Sono favorevole a una ripresa, ma con criteri ben precisi. Giocare a carte non è un’attività che possa essere svolta in piena sicurezza, perché non è facile stare a un metro di distanza! Dimentichiamoci di queste richieste sopra le righe, ma per gli esercenti ci vuole attenzione».

In che modo andrebbero innovati i protocolli di sicurezza? Il principio cardine, per Maga, è sempre quello di evitare le occasioni di contagio: «Non ci devono essere forme di aggregazione ravvicinata», ricorda il professore, «ma se si riesce a mettere in atto un opportuno contingentamento degli ingressi, da maggio anche cinema, teatri e palestre» potrebbero riaprire in sicurezza.

Infine, la campagna vaccinale. Oggi il governo, nel testo del Def, ha dichiarato che entro ottobre prevede di raggiungere il target dell’80% della popolazione vaccinata almeno con la prima dose. L’obiettivo è realistico? «Tutti i piani sono possibili, ma ci sono sempre delle variabili. Personalmente sono preoccupato per lo stop a Johnson & Johnson. E occorre al più presto una rete capillare di somministrazione che sfrutti le farmacie e i medici di base. Se queste condizioni saranno soddisfatte, il traguardo potrà essere raggiunto».

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