La Lega insiste con Draghi: «Se i dati sono da gialla, si riapra». Il premier al Carroccio: «Basta farsi dispetti, serve unità»

Diversi gli argomenti portati dai grillini al tavolo di Palazzo Chigi, dall’istituzione di una cabina di regia ad hoc per la ripartenza ai sostegni per partite Iva e lavoratori autonomi. Il Carroccio chiede di cambiare i criteri per i risarcimenti e un allentamento delle restrizioni

È iniziato il giro di consultazioni di Mario Draghi con i partiti di maggioranza per discutere del Piano nazionale di ripresa e resilienza, il Pnrr. La prima delegazione a essere consultata è stata quella del Movimento 5 stelle. All’incontro, durato circa un’ora, hanno partecipato il reggente Vito Crimi, i due capigruppo di Camera e Senato, Davide Crippa e Ettore Licheri, e il ministro alle Politiche agricole Stefano Patuanelli. Per il governo era presente anche il ministro dell’Economia Daniele Franco. «Abbiamo concentrato la discussione sulle nostre proposte, a partire dal Superbonus e sulla necessità che sia prorogato al 2023 come il parlamento ha richiesto», ha esordito Crimi, subito fuori da Palazzo Chigi.


Una cabina di regia sulla ripartenza

«Abbiamo chiesto che nel Pnrr ci siano interventi per ripristinare anche le pari opportunità e che la transizione ecologica sia un atto coraggioso», ha aggiunto il reggente. Nel corso della riunione, è stato fatto «un bilancio di questi primi mesi di governo. Ne seguiranno altri», ha sottolineato Crimi. Il Movimento 5 stelle ha discusso con il presidente del Consiglio di come progettare la ripartenza, prevedendo l’istituzione di una cabina di regia ad hoc: «È fondamentale che le nostre aziende abbiano una prospettiva. Ci sarà nei prossimi giorni una cabina di regia che affronterà un progetto di ripartenza, che tenga conto di una situazione cambiata, con tante persone vaccinate».

Crimi: «Nel decreto Sostegni si intervenga a favore di autonomi e partite Iva»

Crimi, ai giornalisti assiepati davanti al palazzo della presidenza del Consiglio, ha dichiarato che nel corso del colloquio si è anche affrontato il tema dei rapporti politici: «Siamo molto ottimisti ed entusiasti», ha detto a riguardo. Crimi ha aggiunto che la delegazione ha fatto presente «al presidente Draghi e al ministro Franco la necessità che nel decreto Sostegni si intervenga a favore delle famiglie dei lavoratori autonomi e delle partite Iva, affinché ricevano un adeguato riconoscimento equivalente a quello dei lavoratori dipendenti».

La Lega a Draghi: «Se i dati sono da zona gialla, si riapra»

Priva del segretario Matteo Salvini, tornato a Milano «per motivi famigliari», la delegazione del Carroccio a Palazzo Chigi era composta dai capigruppo Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari, dal ministro Giancarlo Giorgetti, dal sottosegretario al Mef Claudio Durigon e dal responsabile del Dipartimento Economia del partito Alberto Bagnai. Il cavallo di battaglia della Lega resta il tema delle riaperture: «Per noi il miglior ristoro è cominciare con delle graduali riaperture, che non vuol dire liberi tutti – ha dichiarato Romeo -. Ispiriamoci innanzitutto a un principio di ragionevolezza e di buon senso e poi facciamo riferimento al fatto che nel decreto è previsto che se i dati lo permettono si possa riaprire. Se i dati sono da zona gialla in alcune Regioni, non capiamo perché non si possano allentare un po’ le restrizioni. Quando queste durano a lungo, la gente rischia di ignorarle».

Riapertura già dalla prossima settimana?

Il capogruppo al Senato ha rincarato sulla questione suggerendo l’idea di procedere con le riaperture già dalla prossima settimana: «Se l’impegno preso è stato quello di dire che quando la curva epidemiologica lo consentirà si può ricominciare ad aprire, allora se la curva lo consentirà perché non riaprire lunedì o martedì? Sicuramente prima di maggio. Ma prima bisogna verificare i dati». Il Carroccio ha sostenuto che, con un allentamento delle restrizioni, «si allenterebbero le tensioni sociali che abbiamo visto cominciare a esplodere». Inoltre, come i 5 stelle, i leghisti hanno chiesto «un segnale per le partite Iva, affinché siano tutelati come dipendenti e statali».

Molinari: «Nessuna delega in bianco al governo sul Recovery». Draghi chiede ai leghisti di finirla con i dispetti

«Sul Recovery riteniamo che la delega al governo non sia in bianco: capiamo che i tempi siano stretti ma vogliamo dare indicazioni, anche sulle proposte raccolte dalle regioni», ha detto il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari, subito dopo l’incontro con Draghi. «Chiediamo investimenti ma anche di cambiare le regole, rivedere – ma non cancellare – il codice degli appalti, adeguarci alla normativa europea, con un intervento rapido senza leggi delega o i tempi sono troppo lunghi», ha aggiunto Romeo. Fonti che hanno ascoltato la riunione hanno riportato alle agenzie l’ammonimento fatto da Draghi alla delegazione leghista. In sostanza, il primo ministro ha chiesto di pensare agli obiettivi comuni, evitando di farsi dispetti l’un l’altro e alimentare critiche e polemiche. Draghi avrebbe esortato i leghisti all’unità, sottolineando che l’esecutivo gode di una larga maggioranza e, dunque, serve il rispetto per mantenere un clima di unità.

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