Space X, aperti i portelli della Crew Dragon: l’incontro e gli abbracci con l’equipaggio della Stazione spaziale – I video

La navetta della missione Crew2 guidata dall’azienda di Elon Musk si è agganciata alla Stazione spaziale internazione. Ora sono 11 gli astronauti a bordo

La navetta Crew Dragon è arrivata a destinazione. Si è agganciata alla stazione spaziale internazionale verso la quale era stata lanciata dalla Nasa lo scorso 23 aprile alle 11:40. La missione Crew2, guidata dall’azienda SpaceX di Elon Musk, aveva previsto la partenza di quattro veterani tra cui il primo astronauta europeo a volare a bordo di un veicolo privato, il francese Thomas Pesquet. Insieme a lui, l’americano Robert Shanke Kimbrough, alla guida della navetta con la pilota Megan McArthur e Akihiko Hoshide, dell’agenzia giapponese Jaxa, hanno raggiunto il modulo Harmony della Stazione spaziale internazionale. Dopo due ore per le operazioni di depressurizzazione, i portelli della Crew Dragon si sono aperti permettendo ai quattro astronauti di salutare e abbracciare l’equipaggio della stazione spaziale.


Gli abbracci tra le due Crew

Dopo 8 ore di riposo durante il viaggio, alle 4 italiane del mattino e a 30 km di distanza dalla stazione, i quattro avevano cominciato a prepararsi per la manovra di avvicinamento. Ora a bordo sono in tutto 11, con un’alternanza di 4 astronauti alla volta grazie alla presenza della navetta russa Soyuz che ha 3 posti. I quattro della missione Crew2 hanno incontrato gli altri quattro della Crew1, più i tre colleghi della navetta russa. Quando il 28 aprile gli astronauti della Crew1 rientreranno a terra, Akihiko Hoshide prenderà il comando della Stazione spaziale al posto della comandante Shannon Walker, per poi cedere il ruolo a Pesquet ad ottobre.

L’astronauta europeo

Thomas Pesquet è coinvolto anche nella cosiddetta missione Alpha. 43 anni, ingegnere aerospaziale e pilota di linea, è entrato in Esa nel 2009, volando per la prima volta nel 2016 sulla navetta russa Soyoz. Ora si prepara a un’intensa missione che prevede tra le altre cose anche lo studio degli effetti dell’assenza di peso sulle cellule staminali del cervello, con particolare attenzione all’invecchiamento. Altro obiettivo è quello di gettare le basi per tecnologie utili a missioni future dirette verso la Luna e Marte.

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