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Caso Biot, la Russia espelle per rappresaglia un diplomatico dell’ambasciata italiana: «È una persona non grata»

Si tratta dell’addetto militare Curzio Pacifici. Ha 24 ore di tempo per lasciare il Paese. Il ministero degli Esteri italiano: «Decisione infondata e ingiusta»

Dopo il caso di spionaggio in cui è stato coinvolto l’ufficiale della Marina militare italiana Walter Biot, che ha portato il nostro Paese a espellere due funzionari russi – Alexey Nemudrov, addetto navale e aeronautico dell’ambasciata russa a Roma, e Dmitri Ostroukhov, impiegato nello stesso ufficio della sede diplomatica – Mosca reagisce ed espelle per rappresaglia il diplomatico italiano Curzio Pacifici, addetto militare dell’ambasciata italiana in Russia, cui sono state date 24 ore di tempo per lasciare il Paese.


Il ministero degli Esteri russo ha spiegato che l’ambasciatore italiano a Mosca, Pasquale Terracciano, è stato convocato e gli è stata consegnata una nota in cui Pacifici viene definito persona non grata, «in risposta alle azioni non amichevoli e senza fondamento delle autorità italiane contro l’ufficio dell’addetto militare dell’ambasciata russa a Roma».


Il ministero degli Esteri italiano ha replicato: «Abbiamo appreso con profondo rammarico della decisione della Russia di espellere l’addetto navale aggiunto dell’ambasciata d’Italia a Mosca con un preavviso di 24 ore. Consideriamo la decisione infondata e ingiusta, perché in ritorsione a una legittima misura presa dalle autorità italiane a difesa della propria sicurezza». 

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