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Nel primo cinema riaperto in Italia dopo sei mesi: al Beltrade di Milano tutto esaurito per lo spettacolo dell’alba – Foto

Il proiettore del cinema Beltrade di Milano torna ad accendersi con Caro diario di Nanni Moretti alle sei del mattino del 26 aprile. Una riapertura tanto attesa da far esaurire tutti i posti disponibili

Esattamente sei mesi. Il giorno dopo la notte degli Oscar, i cinema riaprono in Italia. Capienza ridotta per le norme anti Covid, mascherine obbligatorie, niente bevande o pop corn durante la proiezione. Ma tutto il resto c’é. Il primo ad aprire in Italia é il Cinema Beltrade a Milano. Una proiezione alle 6 del mattino. Caro Diario, Nanni Moretti. Doveva essere solo un’apertura simbolica ma la voglia di cinema, chiaramente, non era solo degli esercenti che per la prima volta tornano al lavoro.


La coda davanti all’ingresso di via Nino Oxilia arriva fino a dopo i cancelli del vecchio oratorio dove si trova il cinema. Si aspetta l’apertura con i telefoni in mano. Niente caffè d’asporto o brioche da mangiare in piedi. Nemmeno i bar del quartiere Nolo sono aperti a quest’ora. Chi, con qualche ansia da iperorganizzazione, ha prenotato il posto tira un sospiro di sollievo. É tutto sold out.


«Non ne potevamo piú dei film in streaming»

Il film, uscito nel 1993, dura 100 minuti. Appena in tempo per cominciare a lavorare. Fuori dalla sala é pieno di giornalisti. «C’é pure il New York Times», scherza uno degli organizzatori. «Non ne potevamo piú dei film in streaming». Commenta in fila Matteo, 29 anni e la prima call alle 9.30. Scoccano le sei. Si entra in sala.

Prima di cominciare, una premessa di Paola Corti, una delle proprietarie. «Scusate se siamo in ritardo, non eravamo più capaci. Grazie mille per essere qui, avevamo paura di piangere da soli. Siete tantissimi, piangeremo comunque». Inizia il film. Azzeccata la prima battuta di Nanni Moretti: «A Roma in estate i cinema sono tutti chiusi».

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