I numeri in chiaro, Pregliasco: «Il trend è ancora in calo. Un concerto a San Siro? Forse per l’estate 2022»

Il virologo definisce incoraggianti i risultati dell’esperimento di massa a Barcellona ma per l’Italia è pessimista rispetto a quest’anno: «Nello stadio si ride, si canta, si gioisce, tutto questo ahimè non fa che facilitare la dispersione di goccioline»

«Siamo come una molla tenuta compressa per tanto tempo, la cosa giusta è far sì che questa molla non si apra tutto d’un botto. In alternativa il prezzo da pagare sarà alto». Il professor Fabrizio Pregliasco commenta a Open i dati del bollettino giornaliero sull’andamento del Covid diffusi dalla Protezione Civile e dal ministero della Salute, che oggi delineano un trend «in discesa che però ancora non conforta del tutto». «La quota dei positivi si è abbassata», spiega il professore, «esaminando il dato vediamo che anche questa settimana, come la scorsa, il trend si mantiene in calo. Un dato che ci dice ancora molto sull’urgenza dei controlli da adottare: i più di 370 decessi evidenziano come in questo momento ci siano almeno 500mila italiani contagiati, in una situazione attuale dove la possibilità di contatti interumani a rischio è molto presente su tutto il territorio nazionale».


«A San Siro per un concerto?»

In tempo di riaperture e di bella stagione, l’attuale evoluzione dell’epidemia si intreccia con quegli ambiti della realtà finora più negati e che attendono finalmente un via libera. Oltre a cene fuori e film da vedere al cinema, giovani e meno giovani attendono di poter tornare a cantare sotto un palco. A questo proposito i risultati dall’esperimento di massa effettuato a Barcellona, ormai un mese fa, oggi sembrerebbero incoraggiare: nessun caso di Covid tra i 5 mila spettatori. Un esito che lo stesso Cts settimane fa aveva dichiarato a Open di voler attendere, insieme a quello dell’esperimento olandese, per valutare dal punto di vista scientifico la questione. Quando si potrà tornare allora a San Siro o allo stadio Olimpico di Roma per ascoltare dal vivo i propri artisti preferiti?


«L’esperimento di Barcellona è molto interessante. Ma è chiaro che si tratta di una situazione strutturata in cui 5 mila persone sono state precedentemente tamponate, con un blocco all’entrata anche di chi era risultato positivo e la disponibilità di Ffp2 nuove per tutti. Quando potrà tornare a succedere nella quotidianità? Sono pessimista rispetto a quest’anno. Penso più all’estate del 2022, sempre che si arrivi a una buona copertura vaccinale anche dei più giovani, che come sappiamo non subiscono grossi guai dall’infezione ma che rappresentano una grande fonte di contagio. Per ora ci si potrà forse limitare a un concerto di musica classica. Nello stadio si ride, si canta, si gioisce, tutto questo ahimè non fa che facilitare la dispersione di goccioline».

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