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Come cambia il piano Figliuolo: si riparte con i docenti e si apre agli over 50. Vaccini di massa per il turismo

Sono 390.000 gli insegnanti lasciati in sospeso più di un mese fa, quando il commissario decise di dare priorità assoluta ad anziani e fragili. Ecco l’impatto delle ultime novità

Il piano vaccinale cambia ancora. La decisione del generale Francesco Paolo Figliuolo di aprire alle vaccinazioni di massa per le isole minori e somministrare dosi di vaccino anti Covid a tutti i soggetti dai 18 anni in su è stata ieri il segnale più generale di una nuova possibile rimodulazione di priorità e categorie con le quali procedere. La riunione avvenuta tra il commissario per l’emergenza e il governo ha di fatto eliminato la priorità di somministrazione agli anziani in 30 delle 35 isole minori del Paese per garantire loro una reale ripresa del turismo. Ma c’è di più. Nelle stesse ore il commissario ha consentito la riapertura delle vaccinazioni al personale scolastico e universitario.


Rispondendo in maniera particolare alle richieste dell’Emilia Romagna, che ha quindi già dato ordine ai medici di famiglia di riprendere in mano le vaccinazioni della categoria, Figliuolo ha rimodulato il blocco di somministrazione per i docenti, deciso un mese fa con lo scopo di accelerare su anziani e categorie a rischio. Si ricomincia a vaccinare dunque anche per categorie, con circa 390 mila insegnanti rimasti in sospeso. «Visto che la campagna vaccinale per le categorie prioritarie sta andando bene, d’accordo con il ministro della Salute», spiegano dall’ufficio di Figliuolo, «riteniamo necessario riprendere parallelamente con le somministrazioni al personale scolastico e universitario, docente e non docente».


Il tentativo di recuperare la copertura vaccinale promessa a tutti i docenti più di un mese fa mira all’ulteriore promessa, fatta dallo stesso ministro dell’Istruzione Bianchi, di un ritorno in presenza al 100% per tutti, previsto per il mese di settembre. Ora toccherà alla macchina territoriale rimettersi in moto in modo efficiente anche per il mondo della scuola, con Asl e uffici scolastici regionali chiamati a collaborare più rapidamente possibile.

I 390.000 rimasti bloccati da più di un mese sono in gran parte under 60, questo potrebbe significare l’utilizzo dei vaccini Pfizer o Moderna, a meno di indicazioni diverse da parte di Aifa su Johnson & Johnson e AstraZeneca, ora consigliati solo alla fascia d’età 79-60. Da non dimenticare poi che con AstraZeneca è stato vaccinato quasi tutto il personale di scuola e università quando il farmaco era destinato prima agli under 55 e poi agli under 60. Si tratta di più di un milione di persone che a partire dalla prossima settimana si metteranno in fila per ricevere la propria seconda dose.

Verso il modello britannico

Con l’indicazione del Comitato tecnico scientifico e la decisione di Aifa di estendere a 42 giorni l’intervallo tra prima e seconda dose sia di Pfizer che di Moderna (fino ad ora a 21 e 28 giorni), la cavalcata verso l’ancora lontana immunità di gregge riporta alla mente il discusso modello inglese. Era da poco iniziata la campagna vaccinale in Europa quando il Regno Unito cominciò a preoccuparsi unicamente di somministrare la prima dose alla più larga platea di cittadini. Una soluzione mirata a garantire il prima possibile una protezione diffusa, seppur non completa nelle sue percentuali di efficacia.

Anche la campagna vaccinale italiana starebbe ora prendendo questa strada, compatibilmente con un ritmo ideale raggiunto di 500 mila somministrazioni e con forniture di fiale dall’estero ultimamente senza grossi intoppi. È per questo che il commissario avrebbe accolto senza particolare dissenso i casi di regioni come Lazio e Sicilia in cui si sarebbero già aperte le prenotazioni per tutti i soggetti over 50.

Rimodulare le priorità significa tenere saldo uno dei punti chiave del piano, raggiunto ormai da diversi giorni. Il ritmo di 500 mila somministrazioni ogni 24 ore non può essere abbandonato, anzi. È per questo che per mantenere la velocità di vaccinazione, Figliuolo apre nuovamente a possibili eccezioni rispetto alle priorità di anziani e fragili finora riconosciute. Per tutti i casi di over 70 e 80 che per diversi ragioni disertano l’appuntamento per la vaccinazione, sarà consentito passare alle categorie più giovani, a differenza delle chiamate extra concesse finora soltanto ai soggetti della stessa età e categoria.

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