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Ddl Zan, le voci della piazza di Milano: «Quando ci chiamano fr*ci stiamo male, altro che ridere. Essere gay in Italia è pericoloso» – Il video

Parlano i ragazzi che vivono, ogni giorno, sulla propria pelle il peso delle discriminazioni, degli insulti e delle minacce. La loro “colpa”? Amare una persona dello stesso sesso

Open ha chiesto ai giovani, presenti questo sabato, 8 maggio, in piazza a Milano per la manifestazione a sostegno del ddl Zan, perché una legge contro l’omotransfobia sia così importante e soprattutto come si sentono quando vengono apostrofati con parole come “fr*cio”, “ricchi*ne” o “chec*a”. «Ti fa sentire male, diverso, inferiore agli altri», racconta uno dei ragazzi intervistati. «Essere gay è pericoloso persino per strada», aggiunge un altro. «C’è gente che si suicida, chi viene picchiato, chi insultato: ecco perché serve subito la legge Zan», conclude una terza voce raccolta. Presenti alla manifestazione anche Malika, la ragazza cacciata di casa perché lesbica, e Jean Pierre, il giovane picchiato in una stazione ferroviaria di Roma perché aveva osato baciare il suo compagno. E tornano fuori le polemiche contro la frase pronunciata da Pio e Amedeo: «Quando vi chiamano fr*ci ridetegli in faccia e disarmateli».


Foto e video di Fabio Giuffrida per OPEN


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