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Coronavirus, Ue all’attacco di AstraZeneca: «90 milioni di dosi mai consegnate». Regno Unito, decessi ridotti del 96% in 4 mesi tra gli over 50

Bruxelles accusa l’azienda anglo-svedese: «Abbiamo ricevuto solo 30 milioni di dosi su 120». Con i dati in calo consolidato in Francia, il governo prepara le riaperture dalla prossima settimana, con l’obiettivo di eliminare il coprifuoco serale a giugno

UNIONE EUROPEA

ANSA/Bienvenido Velasco

Ue all’attacco di AstraZeneca, seconda causa: «Dateci 90 milioni di dosi mai consegnate»

Dopo la decisione di non rinnovare il contratto per nuove forniture di vaccini anti-Covid, l’Unione Europea ha deciso di procedere, ancora una volta, per vie legali contro AstraZeneca, per il mancato rispetto delle consegne nelle forniture dei preparati di vaccinoprofilassi. «Chiediamo ad AstraZeneca la consegna entro giugno delle 90 milioni di dosi che sarebbero dovute arrivare alla fine del primo trimestre, visto che ne abbiamo ricevuto solo 30 milioni di dosi su 120», riferisce un portavoce da Bruxelles, ribadendo che l’azienda anglo-svedese «non ha rispettato gli obblighi del contratto». Già lo scorso 26 aprile la Commissione europea aveva annunciato che avrebbe intrapreso una prima azione legale contro AstraZeneca per le mancate forniture dei vaccini. Dal canto suo, l’azienda si era detta «rammaricata» per la decisione, rivendicando di aver «rispettato pienamente l’accordo di acquisto anticipato con la Commissione».


REGNO UNITO

EPA/ANDY RAIN

Effetto vaccini nel Regno Unito: i decessi tra gli over 50 ridotti del 96% in quattro mesi

Le vaccinazioni anti-Covid funzionano. E nel Regno Unito, dove sinora son state somministrate 53,4 milioni di dosi (con una copertura degli over 50, con almeno una dose, che supera il 90%), l’Office for National Statistics (l’equivalente britannico dell’Istat italiano, ndr), ha certificato che i decessi si sono ridotti del 96% rispetto al picco di gennaio, periodo di massima diffusione della cosiddetta “variante inglese” nel Paese. L’istituto di statistica ha altresì riferito che, negli ultimi due mesi, il totale dei decessi registrati nel Paese per qualsiasi causa è tornato al di sotto della media dei cinque anni pre-pandemia. 


FRANCIA

EPA/YOAN VALAT | Il premier francese Jean Castex

La Francia riapre bar e ristoranti all’aperto dal 19 maggio

Con i dati della pandemia di Coronavirus al loro minimo dall’inizio dell’anno, la Francia si prepara a uscire dal lockdown mettendo in programma le prime riaperture. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 3.292 nuovi casi e 292 decessi. Per quanto le cifre del lunedì anche in Francia tendano a essere più basse per effetto del weekend, la media settimanale conferma il trend in miglioramento con 17.767 casi, nettamente inferiore al picco del 14 gennaio scorso, quando la media settimanale aveva fatto registrare 42.225 casi.

Sull’onda di queste cifre, il premier francese Jean Castex ha confermato al quotidiano Le Parisien che la Francia stia «finalmente in procinto di uscire a lungo termine da questa crisi sanitari», anticipando le prime tappe del piano di ripartenza delle attività produttive: «che avverrà in maniera progressiva, attenta e supportata. Ma la tendenza è chiara – ha aggiunto – ci stiamo avvicinando alla fine ed è una buona notizia».

Mentre il coprifuoco serale sarà abolito dal 2 giugno, dal 19 maggio il governo francese punta a riaprire bar e ristoranti, per il solo servizio all’aperto e con capacità dimezzate rispetto al numero di posti a disposizione, con quattro metri di distanza minima tra i tavoli. Si tornerà a mangiare all’interno solo dal 9 giugno, sempre con la capacità di posti a sedere dimezzata. Riaprono anche tutti i negozi dei settori non essenziali, seppur con ingressi contingentati. Limite che dovrebbe cadere entro il 30 giugno. Riaprono anche cinema e teatri, mentre resta la raccomandazione a evitare assembramenti superiori a sei persone.

USA

EPA/CRISTOBAL HERRERA-ULASHKEVICH | Persone in coda in attesa della vaccinazione con Pfizer in Florida

Negli Usa saranno vaccinati anche i ragazzi tra i 12 e 15 anni con Pfizer

Il vaccino anti Covid prodotto da Pfizer-BioNtech potrà essere somministrato per l’uso in emergenza ai ragazzi tra i 12 e i 15 anni, dopo il via libera della Food and drug administration americana. Per i minori di 12 anni, l’agenzia del farmaco Usa ha annunciato che una decisione arriverà entro un mese, ma intanto con quest’ultimo provvedimento potrà partire la campagna di vaccinazione anche nelle scuole media, con l’obiettivo di completarla prima del prossimo autunno con il ritorno in classe. Al momento il vaccino Pfizer viene già somministrato ai ragazzi dai 16 anni in su, dopo che la società farmaceutica aveva dimostrato l’efficacia al 100% del vaccino su una base di circa 2 mila adolescenti.

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