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Monitoraggio Iss, Rezza: «Non sono un ottimista ma ammetto che i dati sono confortanti»

La scorsa settimana l’indicatore che misura il tasso di contagiosità dell’infezione era a 0,89. Terapie intensive occupate al 23% a livello nazionale

«Siamo alla 52esima settimana, è un anno esatto che condividiamo questi dati e ringrazio tutti i colleghi per il grande impegno corale speso finora», comincia così il presidente dell’Istituto superiore di Sanità Silvio Brusaferro nella consueta conferenza stampa sul monitoraggio settimanale dei dati Covid in Italia. Sul fronte dell’epidemia i numeri ora sembrano rassicurare: «I dati sull’andamento mostrano in maniera evidente l’impatto della campagna vaccinale» ha spiegato Brusaferro, «al crescere della copertura sulla popolazione dei fragili si flette parallelamente la curva dei contagi. Stessa cosa sul fronte dei ricoveri e della mortalità soprattutto per la categoria degli over 80».


«I dati sono confortanti, di solito sono tutt’altro che un ottimista ma è oggettivo che la situazione epidemiologica stia migliorando». A fare eco a Brusaferro è il professor Giovanni Rezza che ora però sottolinea l’importanza di abbassare ulteriormente il tasso di incidenza al di sotto dei 50 casi su 100 mila abitanti, «attualmente il monitoraggio nazionale registra un dato intorno a 96 contagi per 100 mila abitanti». Il quadro generale è dunque positivo e «proprio perché i dati sono confortanti bisogna ora cogliere il momento e accelerare ancora di più con la campagna di vaccinazione», ha continuato il Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute.


Scendono età mediana, Rt e ricoveri

L’indicatore che misura la contagiosità dell’infezione è arrivato in questa ultima settimana allo 0,86, in calo di 0,03 punti rispetto al monitoraggio precedente (0,89). «L’età mediana è in diminuzione, da 41 a 40 anni, e ogni settimana scendiamo di circa di un anno» aggiunge Brusaferro, sottolineando come l’epidemia abbia rallentano nella sua espansione. Un chiaro segnale si evidenzia nei ricoveri: «Siamo al 24% di posti letto occupati in area medica rispetto al 29% della settimana scorsa. Analoga decrescita per le intensive: da 27% di saturazione a 23%, da 2.400 a 2050 casi di ricovero» continua Brusaferro. Al momento solo 3 regioni superano la soglia critica. Lombardia e Toscana vanno oltre il limite del 30% nei reparti di rianimazione, mentre la Calabria supera quello del 40% per i reparti di area medica. La scorsa settimana le regioni che andavano oltre l’asticella erano cinque.

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