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L’esordio con Zoro, il successo con Skam, l’approdo a X Factor: chi è Ludovico Tersigni, l’attore che dovrà farci dimenticare Cattelan

Dai primi passi nel mondo del cinema con Arance & martello fino alla serie Summertime: ritratto del nuovo conduttore del talent show musicale

Sarà Ludovico Tersigni a guidare la nuova edizione del talent show di Sky X Factor. Dopo l’addio di Alessandro Cattelan che è stato conduttore per ben 10 anni, dopo il toto nomi rimbalzato in questi giorni, fonti vicine alla produzione del programma fanno sapere che toccherà all’attore romano calcare il palcoscenico del programma che ha sfornato talenti come Marco Mengoni, Giusy Ferreri, Francesca Michielin, Michele Bravi, Noemi e Gaia.


Il talento musicale e gli inizi a teatro

Nato nel 1995 a Roma, Tersigni scopre il talento per le arti, in particolare per la musica, quando è solo un ragazzino e frequenta le scuole medie. Poi è la volta del teatro che lo porta a farsi le ossa in varie compagnie amatoriali. Esordisce davanti alla macchina da presa nel 2014 con il film Arance & martello diretto dallo zio Diego Bianchi in arte Zoro. Il lungometraggio viene presentato alla 71esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Due anni dopo ottiene il ruolo di Federico in L’estate addosso, di Gabriele Muccino.


La consacrazione al cinema

Nel 2015 ottiene una piccola parte, confermata per tutte e tre le stagioni, nella serie italiana Tutto può succedere, al fianco di Pietro Sermonti, Camilla Filippi, Benedetta Porcaroli e Matilda De Angelis. Nel 2016 viene scelto per interpretare Sam, protagonista del film Slam – Tutto per una ragazza. Per l’occasione, impara in prima persona ad andare sullo skateboard, cosa che gli consentirà di non servirsi di una controfigura per molte delle evoluzioni presentate sullo schermo. Ottiene il successo con la web serie Skam Italia e con la serie Netflix Summertime presentata nel 2020.

Il rapporto con i social

Tersigni racconta di se stesso: «Alle medie e nei primi anni del liceo stavo molto sulle mie. Non ho mai avuto storie in età giovane come fanno i ragazzi di oggi, che con il cellulare entrano in situazioni che prima si affrontavano dopo un po’ di tempo». Si definisce un outsider rispetto al tempo in cui è nato: «Il primo telefono l’ho avuto tardi, prima, invece, chiamavo ancora gli amici con il telefono di casa». Nonostante un mestiere votato alla cura dell’immagine di sé, è un giovane anti social. Instagram, strumento prediletto dei millennial, «è un mezzo a cui, in generale, cerco di non ricorrere perché credo che, in alcuni contesti, possa snaturare il mestiere di attore», aveva detto tempo fa nel corso di un’intervista a Vanity Fair. «Se abusiamo della nostra immagine, rischiamo di perderci in un labirinto di specchi: proprio quello che non voglio che accada. I social oggi sembrano fondamentali, ma la vita reale è più importante di quella virtuale. Se non li usiamo bene, questi strumenti possono farci smarrire in un’immagine di noi stessi che poi non è fedele a quello che siamo».

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