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Olimpiadi, proteste a Tokyo contro i Giochi: l’80% dei giapponesi vorrebbe che fossero cancellati – Il video

In un sondaggio pubblicato dal quotidiano Asahi Shimbun solo il 14 per cento degli intervistati è a favore dell’evento

In tutto il Giappone proseguono le proteste contro le prossime Olimpiadi di Tokyo 2020. Proprio nella metropoli che ospiterà l’edizione giapponese dei Giochi si moltiplicano i sit-in per chiedere la cancellazione della manifestazione. Stando a un nuovo sondaggio pubblicato il 17 maggio, infatti, oltre l’80 per cento degli abitanti è contro lo svolgimento dell’evento, già cancellato l’anno scorso a causa del Coronavirus. Lo studio è stato svolto lo scorso fine settimana dal quotidiano Asahi Shimbun e ha rilevato come il 43 per cento degli intervistati desideri un annullamento dei Giochi. Il 40 per cento, invece, vorrebbe un ulteriore rinvio. Il sondaggio è stato realizzato nelle prefetture della capitale di Hokkaido, Okayama, Ishikawa e Kumamoto a ridosso dell’inasprimento delle restrizioni anti-contagio partite proprio oggi nel Paese. La stessa testata che ha pubblicato lo studio aveva raccolto già lo scorso mese le informazioni sul consenso delle Olimpiadi di Tokyo tra i giapponesi: oggi il dato di persone contrarie è incrementato del 13 per cento.


La gestione della crisi pandemica spaventa i giapponesi

Un altro studio diffuso da Kyodo News mostra come la voce dei contrari raggiunga il 59,7 per cento, anche se nel sondaggio non era presente l’opzione del rinvio dei Giochi. Anche se il comitato organizzatore ha deciso di non ospitare tifosi dall’estero, lo studio di Kyodo News esprime l’87,7 per cento degli intervistati come impauriti dalla possibilità di contagi portati dagli atleti. La popolazione, in generale, ritiene pericolosa la rassegna per la delicata condizione del Giappone nella lotta al Covid-19. A poco meno di 10 settimane dalla cerimonia d’apertura, il Paese sta subendo gli effetti di una quarta ondata di infezioni provocate dal virus. Dal sondaggio di Kyodo News emerge anche l’insoddisfazione dei giapponesi con il governo, reo per il 71,5 per cento di essere stato poco reattivo nell’approvvigionamento dei vaccini e nella gestione della pandemia. I numeri raccolti confermano la perdita di appoggio dell’attuale governo presieduto da Yoshihide Suga, subentrato al potere dopo le dimissioni di Shinzo Abe per motivi di salute.


Il ruolo del Comitato olimpico internazionale

Il contratto sottoscritto tra il Comitato Olimpico Internazionale e la città di Tokyo può essere cancellato solo dai vertici olimpici e non da chi ospita i Giochi. Come spiegato dall’avvocato sportivo Alexandre Miguel Mestre alla Bcc, l’articolo contenuto nel contratto sull’ipotesi di cancellazione, infatti, prevede la «proprietà esclusiva» del Cio su un eventuale annullamento, che solo in caso di guerra o disordini civili viene approvato d’ufficio. In alternativa, il veto può essere posto dal Cio, a favore dello svolgimento, soltanto in caso di «ragionevoli dubbi, su propria discrezionalità, di dubbi sulla sicurezza dei partecipanti».

Alle dinamiche contrattuali tra Cio e Tokyo vanno aggiunte anche le ingenti somme di denaro investite delle sponsorizzazioni e degli investimenti effettuati. In caso di di Giochi annullati, entrambe le voci subirebbero perdite gravi al netto del piano da 15,6 trilioni di dollari annunciato dagli organizzatori. Il settore privato è allo stesso modo preoccupato per una cancellazione. La Toyota, uno dei partner principali dei Giochi, ha espresso «dolore» per le pressioni che gli atleti stanno ricevendo dall’opinione pubblica nel rinunciare alla rassegna olimpica. Gli stessi sportivi, anche a fronte dei test previsti periodicamente e delle vaccini che stanno ricevendo dai rispettivi comitati olimpici nazionali, non hanno levato un coro di dissenso rispetto ai Giochi, punto più alto delle loro carriere.

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