Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

Vaccini in vacanza, Piemonte e Liguria in pressing su Figliuolo. Toti: «È un servizio per i cittadini»

Le due Regioni vogliono consentire ai loro residenti di fare il richiamo senza costringerli a rientrare dalle ferie. Ma ammettono: «Un accordo nazionale sarebbe complicato»

Nonostante i quotidiani appelli al coordinamento lanciati dal generale Figliuolo, Liguria e Piemonte hanno siglato un accordo per consentire ai propri cittadini di fare il richiamo del vaccino anti-Covid senza dover rientrare dalle vacanze nella regione di residenza. L’intesa verrà adesso sottoposta all’approvazione da parte dello stesso Figliuolo, che secondo il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, ha offerto «grande disponibilità». L’accordo, ha detto ancora Cirio, si basa sull’interscambio dei dati dell’anagrafe vaccinale e su un meccanismo di controllo dell’autocertificazione che i cittadini interessati dovranno esibire. «Piemonte e Liguria sono regioni virtuose e stanno procedendo in maniera molto spedita nella campagna vaccinale», ha detto, «trovare un accordo nazionale per vaccinarsi in vacanza sarebbe complicato, ma ciò non toglie che non si possa procedere ad accordi territoriali».


Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, ha invece difeso in modo esplicito l’operato delle Regioni, accusate di aver interpretato con troppa libertà le linee guida nazionali sulla campagna vaccinale: «Sembra che le Regioni si siano inventate i piani vaccinali, invece hanno applicato rigorosamente le indicazioni del piano nazionale. Se c’è stata qualche stravaganza prima dell’arrivo del generale Figliuolo, di cui ho grande stima, bisogna citofonare ai governi precedenti e al parlamento, non di certo alla Conferenza delle Regioni. Che fossero indicate delle categorie prioritarie era scritto nero su bianco, altrimenti sembra che qualcuno se lo sia sognato in preda ai fumi dell’alcol. Le Regioni hanno recitato a copione, non a soggetto».


Quanto all’accordo tra Piemonte e Liguria per consentire la vaccinazione ai cittadini di una regione che si trovino in vacanza nell’altra, per Toti non si tratta affatto di una «stravaganza», bensì di un «servizio importante per i cittadini. È il sale del regionalismo e non vedo cosa ci sia di strano. Non solo ho avvisato il generale Figliuolo, ma ne abbiamo discusso a lungo».

Sul punto è intervenuto anche Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli-Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, che oggi ha ricevuto la prima dose di vaccino a Muggia, in provincia di Trieste. Secondo Fedriga, le Regioni stanno rispettando di fatto il programma vaccinale nazionale. Ma «se ampliare i target è utile per non lasciare dei vuoti nelle agende, secondo me è giusto farlo». Quanto ai vaccini in vacanza, per Fedriga ci vuole buon senso: «Anche se l’appuntamento per la seconda dose dovesse capitare nel periodo estivo, ricordo che per i vaccini a mRna il richiamo si può fare tra i 21 e i 42 giorni, quindi c’è un lasso di tempo in cui una persona si può organizzare. Si può fare tutto, l’importante è partecipare alla campagna».

Intanto Figliuolo ha tracciato le linee guida della campagna vaccinale per la fase successiva all’emergenza. Il documento si intitola Linee guida sulla prosecuzione della campagna di vaccinazione nazionale e invita le Regioni ad «aumentare in maniera graduale» il contributo assicurato dai medici di medicina generale, dai pediatri di libera scelta, dai farmacisti e dagli altri operatori del Servizio sanitario nazionale alle vaccinazioni giornaliere. Mantenendo però, in una fase intermedia dello sviluppo del piano, i grandi hub vaccinali «completamente operativi».

L’obiettivo è realizzare un graduale passaggio dalle vaccinazioni nei grandi hub vaccinali alle «vaccinazioni delocalizzate», con un sistema «molto più capillare e prossimo ai cittadini che permetterà di completare l’immunizzazione delle categorie più fragili, degli over 80, dei cittadini con comorbilità e ridotta mobilità, non ancora completamente intercettati dalla attuale modalità organizzativa e che potranno essere raggiunti a domicilio o in luoghi ad esso prossimi».

Continua a leggere su Open

Leggi anche: