Ascesa e caduta di Paratici. Cosa c’è dietro l’addio alla Juventus del dirigente da 19 trofei

A costare il posto al dirigente una stagione poco esaltante, il caso Suarez e gli strascichi economici del nodo Cr7

Dalla prossima stagione Fabio Paratici non sarà più il responsabile dell’area tecnica della Juventus. L’annuncio arriva direttamente dal club bianconero che ha diffuso la notizia con un comunicato stampa che racchiude la decisione presa all’incontro alla Continassa tra l’ormai ex-dirigente e vertici della Signora. Il prossimo 4 giugno, in particolare, seguirà una conferenza stampa di congedo tra Andrea Agnelli e lo stesso Paratici. «Sono stati anni bellissimi, di crescita professionale e di forti emozioni», ha riferito il dirigente nella nota stampa. «La Juventus mi ha concesso l’opportunità di svolgere la mia attività in piena libertà e senza condizionamenti nel pieno rispetto del mio ruolo: per questo desidero ringraziare tutto il club, il mio staff, i dipendenti, i collaboratori, i calciatori, gli allenatori, gli azionisti, e, in particolare, il presidente Andrea Agnelli. Si chiude un capitolo importante della mia carriera, in attesa di nuove sfide», ha concluso il manager.


Undici anni di successi (che non bastano)

A elogiare l’operato sportivo di Paratici è lo stesso presidente Andrea Agnelli, che ha ringraziato l’ex-direttore per «aver fatto la storia del club in un percorso di crescita caratterizzato da professionalità, abnegazione e tanti successi». Nella sua permanenza a Torino, infatti, Paratici ha contribuito ad aggiungere 19 trofei nel palmares bianconero grazie a campagne acquisti mirate che hanno costruito una squadra costante per vittorie e rendimento. È pur vero che questi risultati non sono bastati al dirigente per scrollarsi di dosso l’anno orribile vissuto dai bianconeri in questa ultima stagione. Dalla scelta di optare per Andrea Pirlo in panchina, alla fine del sogno targato Cristiano Ronaldo (con relativi onori legati all’ingaggio), la posizione di Paratici è stata interdetta anche dai risultati sportivi che questa stagione non ha portato.


La tegola Suarez e la crisi economica

A pesare sul destino del manager è stata anche la vicenda legata al caso-Suarez della scorsa estate, una favola di calciomercato finita male con l’inchiesta sulla falsificazione del test di italiano utile al suo tesseramento. Con l’apertura delle indagini da parte della Procura di Perugia, infatti, si sono acuiti i problemi tra la dirigenza bianconera, in particolare Agnelli, e lo stesso Paratici, “scaricato” dal presidente nel momento della verità sul suo ruolo nella vicenda. Davanti agli inquirenti, Agnelli ha riferito di ricordare di non aver ricevuto informazioni circa le attività relative al conseguimento della cittadinanza comunitaria di Suarez, passaggio che stando a quanto riferito da Agnelli spetta ed è gestito solo da Paratici.

La decisione del dirigente di lasciare il club, inoltre, arriva anche per lo stato dell’arte in cui versa attualmente la squadra dal punto di vista economico. Con l’addio sempre più reale di Cristiano Ronaldo, difficile da collocare sul mercato per gli oneri contrattuali da capogiro che la Juve si è impegnata a fornirgli, Paratici paga anche lo scotto di non aver ottenuto il massimo, cioè la Champions, da quello che è stato di fatto il più grande investimento del club bianconero. Nel contesto delle possibili sanzioni per l’adesione juventina alla Super League, infine, il club vivrà una estate torrida con un calciomercato arido. Uno scenario che neanche Paratici, emarginato forse da un progetto di ripartenza, poteva migliorare.

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