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Abbiamo provato ItsArt, «la Netflix della cultura italiana» che però non c’entra niente con Netflix

Sulla piattaforma voluta dal ministro Franceschini non esistono abbonamenti. I film, gli spettacoli e tour virtuali si possono solo noleggiare o acquistare. E i prezzi sono decisamente fuori mercato

È online. All’indirizzo ItsArt.tv è possibile accedere alla Netflix della cultura italiana. Anzi. Ci scusiamo subito. La formula “Netflix della cultura italiana” è stato la formula scelta dal ministro Dario Franceschini per lanciare il progetto. Un modello di fruizione che non ha nulla a che vedere con Netflix e i contenuti rappresentano solo alcune porzioni della cultura italiana. Non esattamente aggiornate. Al momento ItsArt è raggiungibile solo da motore di ricerca, l’applicazione per smartphone non è ancora pervenuta.


Come nasce ItsArt

L’idea è arrivata con il primo lockdown. Mentre i teatri, i cinema e i musei chiudevano, dal ministero della Cultura ha deciso di creare una piattaforma digitale per dare respiro a tutte quelle realtà che sarebbero state investite dalla pandemia. Il progetto si è concretizzato il 24 dicembre 2020, quando alla Camera di Commercio sono stati depositati i documenti per costituire ItsArt. La struttura societaria è quella di una partecipata: il 51% delle azioni è detenuto da Cassa Depositi (Cdp) e Prestiti mentre il 49% delle azioni è detenuto da Chili Tv, azienda che si occupa di video on demand. Creata nel 2012 a Milano, tra i fondatori di Chili Tv c’è anche Stefano Parisi, candidato sindaco per il centrodestra a Milano contro Beppe Sala nel 2016. Nel 2018 si registra anche una sua candidatura come governatore della regione Lazio contro la coalizione guidata da Nicola Zingaretti. Dopo queste due esperienze, nel dicembre 2020 Parisi ha dato il suo addio definitivo alla politica. Passando ai fondi, Wired riporta che Cdp ha investito 10 milioni di euro nel progetto, mentre Chili è arrivato a 9 milioni di euro.


Il modello di fruizione e i prezzi

Netflix, Amazon Prime e Disney Plus. Per accedere a tutte queste piattaforme serve un abbonamento mensile. La formula di pagamento, ben nota, è quella dell’all you can stream: paghi un fisso al mese e poi guardi tutto quello che trovi. ItsArt, acronimo di Italy is Art, non funziona proprio così. Il modello di business è più vicino a quello di Chili tv: diversi contenuti sono gratuiti (c’è la pubblicità) altri possono essere noleggiati per 48 ore o acquistati. I prezzi variano ma non sono certo teneri. Per i film si va dai 2 euro del noleggio ai 5 euro per l’acquisto. Per alcuni concerti si arriva anche a 10 euro. I documentari arrivano anche a 5 euro a puntata. Oltre a questi contenuti, più tradizionali, ci sono anche i virtual tour, esperienze digitali all’interno di luoghi di cultura. Per visitare il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano il costo del biglietto è di 7 euro. Il prezzo intero del biglietto (dal vivo) è 10 euro. Nel catalogo dei contenuti gratuiti ci sono anche un po’ di perle, soprattutto per chi è appassionato di opera e concerti sinfonici.

ITSART | Il costo di un documentario su Sophia Loren

I (pochi) contenuti

Su questo concediamo il beneficio dell’esordio. La piattaforma è stata appena lanciata e quindi è possibile che il palinsesto non sia stato ancora completato. L’home page si può navigare su tre sezioni: palco, luoghi e storie. La prima è dedicata ai teatri, la seconda ai musei e l’ultima ai film. La prima impressione è che sia un portale rivolto soprattutto a chi guarda l’Italia da fuori, con contenuti tagliati su un’immagine di Italia molto turistica. Al momento mancano due cose: le produzioni originali e qualche cenno di contemporaneità. Netflix, Amazon Prime e Disney Plus hanno costruito il loro successo su prodotti realizzati in casa più che su un archivio di materiali del passato.

In questo momento uno dei pochi contenuti originali che si possono trovare sulla piattaforma è lo spettacolo di Claudio Baglioni In questa storia che è la mia. Il costo per vederlo in diretta è di 12,90 euro. Un mese di Netflix. Per i contenuti che già esistono invece, sembra che l’occhio di chi ha deciso di raccoglierli non sia esattamente rivolto al presente. Dei 28 film che si possono trovare sulla piattaforma solo 5 sono stati girati dopo il 2000. E fra questi ci sono un documentario su Sophia Loren, un documentario su Federico Fellini e un documentare sull’incontro tra Pier Paolo Pasolini e Bernardo Bertolucci.

ITSART | Il palinsesto dei film

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