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Speranza su AstraZeneca: «Benefici maggiori tra gli anziani, il Cts ne terrà conto. Ma tutti i vaccini sono sicuri»

Il ministro della Salute, in question time al Senato: «In corso in queste ore una discussione, atteso il nuovo parere»

Non è stato un question time semplice quello di oggi, 10 giugno, al Senato del ministro della Salute Roberto Speranza, chiamato a rispondere dei casi sospetti di trombosi post-somministrazione del vaccino AstraZeneca nei giovani. Speranza ha ammesso che è in corso «in queste ore una discussione al Comitato tecnico scientifico» sull’opportunità di inoculare il farmaco dell’azienda anglo-svedese contro il Coronavirus nelle fasce più basse della popolazione. Tuttavia, il ministro ha smarcato il suo dicastero dalle accuse: «Il 7 aprile il ministro con circolare ha raccomandato l’uso preferenziale del vaccino AstraZeneca agli over 60 e Aifa ha ribadito che il profilo beneficio-rischio è più favorevole all’aumento dell’età. Queste valutazioni saranno sicuramente considerate nel prossimo parere del Cts. Tutti i vaccini sono però sicuri ed efficaci – ha aggiunto Speranza – e la campagna nel nostro Paese ha superato i 40 milioni di dosi».


Nello specifico, rispondendo all’interrogazione che porta la firma della senatrice Elena Fattori – passata recentemente da Leu al gruppo Misto -, sugli open day dedicati alla somministrazione dell’Astrazeneca, Speranza ha detto: «Mi permetta di ricordare sempre che i vaccini sono la vera arma di cui disponiamo per chiudere questa stagione così difficile e che tutti quelli approvati da Ema e Aifa sono sicuri ed efficaci. La campagna di vaccinazione nel nostro Paese – ha sottolineato – sta producendo un esito positivo sia in termini di riduzione dei contagi che in termini di riduzione della mortalità e della pressione sui nostri servizi sanitari». Tuttavia, dalla comunità scientifica, negli ultimi giorni sono arrivate diverse critiche riguardo alla scelta di consentire la somministrazione di Astrazeneca ai più giovani. Ventiquattro medici vaccinatori volontari di Genova, in una lettera, hanno chiesto di usare il farmaco «solo per gli anziani», ma anche Guido Rasi e la Fondazione Gimbe spingono in questo senso.


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