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Caso AstraZeneca, la ricetta di Galli: «Test sugli anticorpi per evitare i richiami non necessari»

Il primario del Sacco di Milano: «Così si potrebbero risparmiare dosi e rinviare molte somministrazioni direttamente all’inverno»

Sdoganare i test sugli anticorpi delle persone che hanno ricevuto il vaccino anti Covid di AstraZeneca per evitare i richiami non necessari. È questa la proposta lanciata da Massimo Galli, direttore della clinica di Malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano. «AstraZeneca era stato progettato per una sola dose e visto che una percentuale molto elevata di persone risponde già con una sola dose credo che sia arrivata l’occasione per il governo e le Regioni di sdoganare l’utilizzo dei test per la misurazione degli anticorpi. Questo» ha detto Galli, «potrebbe permettere di risparmiare le seconde dosi che non sono necessarie garantendo a tanti cittadini di fare un’altra dose direttamente in inverno, quando magari verrà cambiato anche il vaccino». Galli si è espresso anche sulla questione degli Open Day vaccinali e sulle polemiche tra enti territoriali e organi di farmacovigilanza. Secondo Galli, «ogni Regione è una specie di repubblica indipendente che fa quello che le pare». Su AstraZeneca, dice Galli, «c’è un rapporto dell’Ema del 24 aprile 2021 che mette in relazione il rapporto tra morti pervenute e casi di trombosi con piastrine basse, nella fascia 20 – 29 anni. Il documento dice che il rapporto rischio-beneficio è sfavorevole, al netto del fatto che nelle seconde dosi i rischi sono inferiori e pare che non ci siano eventi gravi».


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