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Parità di genere, Draghi: «Per promuoverla investiremo 7 miliardi di euro entro il 2026»

Il premier al Women Political Leaders Summit: «Per la prima volta nella storia del G20 terremo un vertice sull’emancipazione femminile. Vogliamo aiutare le leader in tutto il mondo»

Assicurare la parità di condizioni nel mercato del lavoro, colmare il divario di retribuzione di genere e aumentare il numero di donne in posizioni di responsabilità. È quello che auspica il premier Mario Draghi in tema di empowerment femminile nel nostro Paese, intervenendo con un videomessaggio al Women Political Leaders Summit, rete globale di leader politici femminili che da anni si pone come mission quella di aumentare sia il numero che l’influenza delle donne nelle posizioni di leadership politica. «Dobbiamo rafforzare i nostri sistemi di sicurezza sociale in modo tale da favorire l’evoluzione delle carriere delle donne. E dobbiamo colmare il divario tra la rappresentazione maschile e quella femminile nel mondo della politica», ha detto il presidente del Consiglio annunciando che l’obiettivo del governo è quello di investire, entro il 2026, «almeno sette miliardi di euro per la promozione dell’uguaglianza di genere».


Draghi ha anche sottolineato che il governo attuale «vanta il numero più alto di sottosegretarie donne nella storia d’Italia» e che non era mi stata nominata una donna come capo dei servizi segreti, riferendosi alla carica di Elisabetta Belloni. Il premier ha ricordato che nel 2021 l’Italia ha la presidenza del G20, e ha annunciato che ad agosto si terrà una conferenza ministeriale sull’emancipazione femminile per la prima volta nella storia del G20. «Vogliamo aiutare le leader femminili in tutto il mondo a favorire l’emancipazione di altre donne». Il premier ha inoltre ricordato l’impatto devastante della pandemia sull’occupazione femminile: «Le donne hanno perso il lavoro più velocemente rispetto agli uomini. I lockdown hanno determinato la chiusura delle scuole e degli asili nido, con pesanti ripercussioni per le donne. C’è stato un aumento del divario tra uomini e donne a livello globale, soprattutto per quanto riguarda la partecipazione delle donne alla vita politica».


Se si procederà al ritmo attuale, ha ricordato il premier, non arriveremo alla parità di genere nelle cariche ministeriali prima del 2077. Parlando di riduzione delle disuguaglianze che dovrebbe diventare una priorità a livello globale, Draghi ricorda che la partecipazione delle donne al mercato del lavoro «risulta essere 27 punti percentuali in meno rispetto a quella degli uomini» e che «solamente 22 Paesi hanno una donna che ricopre la carica di Capo di Stato o di Governo» . «Ben 119 Paesi – compreso il mio – non ne hanno mai avuto una. Benché ci siano stati alcuni miglioramenti, i progressi restano assai lenti e si rischia addirittura di tornare indietro» , sottolinea il premier.

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