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Bagni per transgender a scuola, la Corte suprema degli Usa dà ragione all’ex studente Gavin Grimm

I giudici hanno respinto l’appello di una scuola della Virginia contro Grimm, giovane ragazzo transgender, al quale nel 2014 aveva vietato di continuare a usare i bagni dei maschi

La Corte Suprema degli Stati Uniti compie un passo importante in tema di diritti Lgbtq+ e rifiuta di mettere in dubbio i diritti degli studenti transgender di usare a scuola i bagni che corrispondono alla loro identità di genere. I giudici hanno infatti respinto l’appello di una scuola superiore della Virginia contro l’ex studente Gavin Grimm, al quale nel 2014 aveva vietato di continuare a usare i bagni per i maschi. Grimm, ragazzo transgender, nel 2014 quando frequentava il liceo ha usato i bagni dei maschi per sette settimane senza problemi fino a che l’istituto non glielo ha vietato per «tutelare la privacy di tutti gli studenti». Il 28 giugno 2021 i giudici della Suprema Corte hanno deciso di respingere il ricorso del Gloucester County School Board contro una sentenza del 2020 della 4th US Circuit Court of Appeals: una vittoria per Grimm, oggi 22enne, che si è diplomato nel 2017, e per tutti gli studenti e le studentesse transgender.


La vicenda

I problemi erano iniziati dopo le lamentele di alcuni genitori di studenti, accolte dal consiglio scolastico che nel dicembre 2014 aveva adottato una nuova politica, chiedendo ai ragazzi e alle ragazze di usare il bagno che corrispondeva al proprio genere di nascita. A Grimm venne quindi data la possibilità di utilizzare un bagno separato di genere neutro, che però ha rifiutato sentendosi discriminato. Il caso di Grimm era stato precedentemente discusso alla Corte Suprema nel 2017 prima di essere eliminato dal programma e dopo che l’amministrazione Trump ha annullato le linee guida emesse sotto il suo predecessore Barack Obama sull’accesso al bagno per gli studenti transgender.


L’amministrazione Biden ha invertito alcune delle politiche di Donald Trump sulle questioni Lgbtq+. «Sono stato bandito dal bagno al mio liceo sette anni fa, quando avevo 15 anni. Sei anni fa, a 16 anni, ho intentato una causa in risposta a quella discriminazione. Due volte da allora ho goduto di vittorie in tribunale, e ora è finita. Abbiamo vinto», ha twittato Grimm. «Non ho altro da dire se non grazie, grazie, grazie».

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