Pubblicare le foto dei figli sui social? Per il Garante, se hanno meno di 14 anni serve il consenso dell’altro genitore

Attenzione a pubblicare le foto dei figli sui social: se hanno meno di 14 anni serve il consenso dell’altro genitore. A ricordarlo è il Garante per la protezione dei dati personali, che nella newsletter del 17 giugno ha sintetizzato una decisione presa lo scorso aprile. La decisione stabilisce che è illecito il comportamento di una madre che aveva condiviso online immagini dei figli senza il consenso dell’ex marito.
Secondo l’Autorità, quando i minori hanno meno di 14 anni serve il consenso preventivo di entrambi i genitori per pubblicare sui social immagini che li ritraggono. Una regola che cambia al compimento dei 14 anni: da quel momento, infatti, la normativa italiana riconosce al ragazzo o alla ragazza la facoltà di decidere autonomamente sulla diffusione online delle proprie immagini.
Il caso
La vicenda nasce dal reclamo presentato da un uomo contro l’ex moglie. L’uomo aveva segnalato al Garante la presenza sugli account social network della donna, in particolare su Facebook, di fotografie che ritraevano i figli (minori di 14 anni). Secondo l’uomo, la pubblicazione ripetuta delle immagini costituiva una forma di “sharenting“, il fenomeno che indica la condivisione online da parte dei genitori di contenuti riguardanti i figli. Una pratica che, sempre secondo il padre, avrebbe potuto esporre i minori a possibili rischi di abuso e incidere sulla loro futura autodeterminazione digitale.
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Perché il Garante gli ha dato ragione
Nel provvedimento, il Garante ha dato ragione al padre e ha ricordato che i minori meritano una tutela rafforzata e che la pubblicazione delle loro immagini sui social network costituisce a tutti gli effetti un trattamento di dati personali. Per questo motivo è necessaria una base giuridica adeguata. Nel caso dei minori di 14 anni, tale base passa attraverso il consenso di entrambi i genitori.
L’Autorità ha inoltre chiarito che non assumono particolare rilevanza alcuni argomenti spesso utilizzati per giustificare queste pubblicazioni. Per esempio, non conta che la condivisione avvenga per ragioni affettive, che il numero delle fotografie sia limitato o che il profilo social sia impostato come privato.
Secondo il Garante, infatti, una volta pubblicati online, i contenuti possono essere diffusi e diventare accessibili anche a soggetti diversi da quelli inizialmente destinatari della condivisione.
Il provvedimento
Il Garante ha imposto alla donna il divieto di pubblicazione delle immagini dei figli minori sui social network senza il consenso dell’ex marito e ha disposto nei suoi confronti un provvedimento di ammonimento per violazione della normativa privacy.

