Violenze nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, sospesi tutti i 52 agenti penitenziari indagati. Cartabia: «Tradita la Costituzione, siamo sconcertati»

Cartabia ha convocato stamattina un vertice d’urgenza per valutare anche eventuali ulteriori provvedimenti

Sospesi tutti i 52 agenti penitenziari indagati per le violenze sui detenuti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, nel casertano, avvenute nei giorni delle proteste che scoppiarono nell’Istituto il 6 aprile 2020, in pieno lockdown di Coronavirus. Secondo le indagini, sarebbero 292 i detenuti coinvolti, alcuni dei quali – come testimoniano diverse immagini raccolte dal quotidiano Domani – sarebbero stati colpiti con caschi e manganelli, costretti a inginocchiarsi e colpiti di spalle. «Una volta ricevuta formale trasmissione da parte dell’Autorità Giudiziaria di Santa Maria Capua Vetere dell’ordinanza di custodia cautelare, sono state immediatamente disposte le sospensioni di tutti i 52 indagati raggiunti da misure di vario tipo», ha fatto sapere il Ministero della Giustizia, che oggi, 30 giugno, ha ospitato una riunione straordinaria sulla questione presieduta dalla ministra della Giustizia Marta Cartabia.


Cartabia: «Tradita la costituzione»

La ministra Cartabia ha parlato di «un tradimento della Costituzione» e di «un’offesa e un oltraggio alla dignità della persona dei detenuti, e anche a quella divisa che ogni donna e ogni uomo della Polizia Penitenziaria deve portare con onore». In mattinata ha convocato il Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) Bernardo Petralia, il Garante nazionale delle persone private della libertà Mauro Palma, e il sottosegretario Francesco Paolo Sisto. Il Ministero – che ora sta valutando ulteriori provvedimenti – si è definito «sconcertato dalle immagini diffuse», e i partecipanti al vertice hanno espresso «la più ferma condanna per la violenza e le umiliazioni inflitte ai detenuti, che non possono trovare né giustificazioni né scusanti». La ministra Cartabia, intanto, ha chiesto approfondimenti sull’intera catena di informazioni e di responsabilità, e un rapporto a più ampio raggio anche su altri istituti.


Immagine di copertina: ANSA / CESARE ABBATE

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