Gualtieri «copia» Ocasio-Cortez per i manifesti elettorali. Ma è solo l’ultimo politico a lasciarsi ispirare dall’estero

Carlo Calenda prende in giro l’avversario candidato sindaco di Roma che si inserisce in un filone molto amato soprattutto a sinistra: da Veltroni ispirato da Obama a Pietro Grasso in salsa laburista

«Yes we can». Tre parole, in inglese, che immediatamente evocano un avvenimento epocale nella storia degli Stati Uniti. La prima elezione di un presidente afroamericano. Quel motto di Barack Obama fu italianizzato da Walter Veltroni per le elezioni politiche del 2008: «Si può fare». Il tentativo di reinterpretazione della campagna elettorale di Obama si rivelò tuttavia uno scimmiottamento che oggi definiremmo cringe: vedere il video di I am Pd, colonna sonora della disfatta elettorale di Veltroni, per crederci. Oltre un decennio più tardi, non per le elezioni politiche nazionali ma per le elezioni comunali di Roma, un altro esponente del Partito democratico, il candidato sindaco di Roberto Gualtieri, ha scelto di pescare nell’immaginario a stelle e strisce per la propria campagna elettorale.


L’ex ministro dell’Economia, o meglio lo staff che ne cura la comunicazione, ha preso ispirazione dai manifesti della giovane stella dell’ala radicale dei Democratici americani, Alexandra Ocasio-Cortez, per santini e cartelloni con cui tappezzare la Capitale. A fare notare la somiglianza grafica tra i due manifesti è stato uno dei competitor di Gualtieri, il candidato sindaco di Azione Carlo Calenda. «Lo so, è cattiva. Ma siamo in campagna elettorale… una battutina è consentita», ha scritto su Twitter, condividendo un collage dei poster.


Attingere al mondo anglosassone per la comunicazione in campagna elettorale sembra un abitudine del centrosinistra. Lo slogan di Pietro Grasso, leader di Liberi e uguali candidatosi alle politiche del 2018, aveva fatto suo il motto usato dal laburista inglese Jeremy Corbyn: «For the many, not the few», tradotto da Grasso in «Per i molti, non per pochi».

Chi sembra aver guardato a tutt’altra parte del mondo per confezionare la propria immagine in campagna elettorale è il sottosegretario Ivan Scalfarotto. Candidato, nell’ottobre 2020, alle elezioni regionali in Puglia, l’esponente di Italia viva è stato rappresentato in forma stilizzata sui manifesti, con una serie di cerchi concentrici alle spalle, che alcuni hanno interpretato come aureole. Sui social si è scatenata l’ironia per la «santificazione di Scalfarotto», altri hanno notato forti somiglianze con le icone lignee della tradizione ortodossa russa.

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