Effetto Variante Delta sui contagi: «A scuola sarà ancora emergenza»

La discesa del numero dei nuovi infetti comincia a rallentare. Il Cts: nelle classi le stesse misure dell’anno scorso

La variante Delta porterà a breve a un aumento consistente dei contagi in Italia. E l’effetto comincia già a vedersi in questi giorni. La discesa del numero dei nuovi infetti comincia a rallentare per la prima volta in tre mesi. E se non non si accelera sull’aumento dei vaccinati e senza ripresa del tracciamento si rischia una nuova piccola ondata. Proprio mentre il generale Francesco Paolo Figliuolo annuncia per il 30 settembre l’approdo all’80% degli immunizzati. Ma questo numero potrebbe non bastare per raggiungere l’immunità di gregge. E il Cts avverte: «A settembre nelle scuole sarà di nuovo emergenza».


Effetto variante Delta

A lanciare l’allarme sulla ripresa dei contagi è oggi il fisico Roberto Battiston, professore ordinario all’università di Trento: «La discesa del numero di nuovi infetti quotidiani si è fermata per la prima volta in tre mesi. I numeri di questa settimana superano quelli della settimana scorsa. Si tratta con ogni probabilità dei primi effetti visibili della variante Delta, che sta diventando dominante in Italia». E ancora: «Il sorpasso sulla variante inglese potrebbe arrivare verso la metà di luglio e portare con sé un rischio di contagio molto alto». Dello stesso parere è il presidente di Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, che ne parla con La Stampa: «Il concetto è che finché riusciremo a contenere i nuovi focolai non vedremo grandi ondate, ma se come capita in molte regioni si traccia e si sequenzia pochissimo e lentamente allora avremo presto dei guai».


Secondo Battiston, che fa i conti in un’intervista rilasciata a la Repubblica, i nuovi infetti giornalieri quattro settimane fa erano 14.604, quella successiva arrivavano a 11.450, quella dopo 7.700 e quella ancora dopo 5.581. Ma negli ultimi giorni è arrivato lo stop: nell’ultima settimana presa in considerazione i nuovi infetti sono stati 5.234, appena 350 in meno rispetto ai sette giorni precedenti, mentre gli scalini precedenti erano ben più alti con salti verso il basso di migliaia di unità. «L’unica vera novità è la diffusione anche nel nostro Paese della variante Delta, a quanto pare più insidiosa dell’ Alfa della seconda ondata», spiega Battiston. «D’altra parte il tracciamento genetico del virus ci ha già detto che in Italia la presenza della Delta si è decuplicata in un mese. Ora sembra che questa diffusione cominci ad essere visibile anche nel numero di nuovi infetti».

Cosa succede a scuola

Il tutto accade mentre il commissario all’emergenza Coronavirus Figliuolo in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera conferma la data del 30 settembre per il raggiungimento dell’80% dei vaccinati, ovvero la soglia dell’immunità di gregge. E Agostino Miozzo, ex coordinatore del Cts, dice che la riapertura delle scuole sarà problematica: «È evidente che per metà settembre solo una minima quota di studenti sarà vaccinata, anche considerando che fino a 12 anni, al momento, non è prevista alcuna possibilità di vaccinazione. Per questo l’anno scolastico inizierà seguendo le note procedure di emergenza, con la variante Delta che imperverserà e circolerà soprattutto attraverso i giovani».

Secondo Miozzo «dovremo potenziare gli altri strumenti di controllo: gli screening all’ingresso, i tamponi periodici, il tracciamento. Sono cose che vanno pianificate adesso, lavorando con le strutture sanitarie locali, perché settembre è domani». Una previsione confermata dallo stesso Cts: nella riunione del 25 giugno gli esperti hanno sottolineato che «le misure da applicare per l’inizio dell’anno scolastico 2021-2022 dovrebbero quindi essere le stesse previste all’inizio dell’anno scorso».

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