Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

Recovery, via libera dell’Ecofin al Pnrr italiano e di altri 11 Paesi: «Un passo decisivo per un’Europa più innovativa e competitiva»

Il fondo è di 672,5 miliardi di euro e mira a potenziare la ripresa economica dell’Ue sostenendo riforme e progetti di investimento. Il presidente di turno: «Così usciamo dalla crisi Covid e creiamo un’Europa resiliente, più verde e più digitale»

I ministri dell’economia e delle finanze dei 27 Stati membri hanno dato il via libera al piano nazionale di ripresa e resilienza di dodici Paesi. Insieme al semaforo verde per l’Italia l’okay è arrivato anche per Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Lettonia, Lussemburgo, Portogallo, Slovacchia e Spagna. Sono tutti Stati membri che hanno chiesto un prefinanziamento dai fondi che sono stati loro assegnati in seguito alla pandemia da Coronavirus. Il fondo per gli aiuti europeo è di 672,5 miliardi di euro e mira a potenziare la ripresa economica dell’Ue sostenendo le riforme e i progetti di investimento degli Stati membri. Le aree in cui i Paesi investiranno maggiormente includono la transizione verde e digitale, la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e la coesione sociale e territoriale.


«Le decisioni adottate oggi dal Consiglio sul Pnrr costituiscono l’ultima tappa prima che gli Stati possano concludere convenzioni di sovvenzione e accordi di prestito con la Commissione e iniziare a ricevere fondi per attuare i rispettivi piani nazionali», si legge in una nota finale redatta dai ministri dell’economia e delle finanze. Stando a quanto riportato dal presidente di turno dell’Ecofin, il ministro sloveno Andrej Šircelj, le decisioni prese nel vertice di oggi «rappresentano un importante passo avanti nella ripresa economica europea dal momento che consentiranno agli Stati membri di utilizzare i fondi non solo per uscire dalla crisi Covid-19, ma anche per creare un’Europa resiliente, più verde e più digitale, innovativa e competitiva per le prossime generazioni dell’Ue».


Continua a leggere su Open

Leggi anche: