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In Sardegna tornano i controlli per i turisti: dietrofront per la variante Delta. Prime disdette negli hotel

Il governatore Solinas vuole ripristinare i test negli scali. Preoccupa la ripresa dell’epidemia con la variante Delta

La Sardegna si prepara a ripristinare i controlli anti Covid-19 agli arrivi in porti ed aeroporti. Il governatore Christian Solinas sta per firmare una nuova ordinanza per ripristinare i test del tampone negli scali sul modello di quella di Musumeci in Sicilia. E mentre nell’isola ricominciano a salire i contagi e si rischia la zona gialla, cominciano anche ad arrivare le prime disdette negli hotel. Ad annunciare la nuova ordinanza è stata ieri la vicepresidente della Regione Alessandra Zedda in un’intervista rilasciata al Tg4: «Serve una stretta, pur senza ricorrere a estremismi perché la nostra è una Regione che punta sul turismo – ha spiegato Zedda – ma la prevenzione deve continuare, quindi anche il nostro presidente sta pensando ad un provvedimento per intensificare i controlli e ripartire con i tamponi anti Covid negli scali».


La nuova ordinanza sui controlli per i turisti in Sardegna

D’altro canto già oggi l’isola rischia di tornare in zona gialla, visto che si trova oltre la soglia dei 115 contagi al giorno. Ma anche nel resto d’Italia l’epidemia riprende piede a causa della variante Delta: «Per questo sarebbe importante un’azione corale nazionale, ci deve essere una presa d’atto da parte di tutti per avere un comportamento unitario», ha detto Zedda. Per l’assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu invece «Bisogna rivedere i criteri di attribuzione delle fasce perché sino a fine agosto la nostra popolazione non è più di 1,6 milioni. È giusto infatti che vengano contati anche i turisti quindi chiederò al più presto una modifica dei parametri. Poi sì, i casi sono in aumento ma l’incidenza resta al di sotto dei 50 per centomila abitanti».


Le disdette in arrivo negli alberghi

Intanto, scrive oggi L’Unione Sarda, cominciano ad arrivare le prime disdette agli hotel. Lo fa sapere il presidente di Federalberghi Sardegna Paolo Manca: «La situazione è seria e dobbiamo governarla subito. Lo dobbiamo non solo agli albergatori ma anche agli ottantamila stagionali nel settore del turismo in Sardegna. Devono poter lavorare anche in agosto e settembre, non possono permettersi di fare una stagione di due mesi». Secondo Manca potrebbe essere necessario il Green Pass obbligatorio, come in Francia: «Spero che qui accada lo stesso: dobbiamo evitare la zona gialla, ma senza esasperazione. Facciamo la cosa giusta, non un liberi tutti come si è visto per i festeggiamenti dopo la vittoria dell’Italia agli Europei». Emanuele Frongia, presidente di Fipe (Federazione pubblici esercizi) Confcommercio, non è d’accordo: “Se vale nei ristoranti, deve valere anche sui bus, nei market, altrimenti non ha alcun senso. Non vogliamo la zona gialla? Allora evitiamola, non accontentiamoci di penalizzare per l’ennesima volta il nostro settore».

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