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«Il vaccino Pfizer meno efficace contro la variante Delta», il premier israeliano fa impazzire i complottisti: esplode sui social #pfizerdown

Le ultime dichiarazioni del premier di Israele Naftali Bennet sulla presunta bassa efficacia del vaccino Pfizer contro la variante Delta hanno scatenato i complottisti sui social. Ma i dati, anche di studi israeliani, confermano la buona protezione del prodotto anche contro la mutazione al momento più temuta

«Non sappiamo esattamente fino a che punto il vaccino aiuti, ma Pfizer è significativamente meno efficace contro la variante Delta». Queste parole, pronunciate in conferenza stampa da Naftali Bennett, primo ministro israeliano, hanno dato nuova forza alle ragioni di complottisti, negazionisti del Covid e no vax che, su Twitter, hanno iniziato a prendere di mira il farmaco biologico più utilizzato in Israele per vaccinare la popolazione. Oltre 5,22 milioni di cittadini israeliani hanno completato la vaccinazione con Pfizer, su 9 milioni di abitanti totali. Ovvero, il 57,6% della popolazione. Nonostante un numero molto elevato di persone immunizzate, la pandemia ha ripreso a martellare nel Paese. Lo scorso giovedì, è stato raggiunto il picco più alto di contagi negli ultimi quattro mesi: 855 nuovi casi, con 5.817 infezioni attive e una cinquantina di pazienti con sintomatologia grave.


Il vaccino Pfizer e la variante Delta: cosa dicono i dati

Nonostante nello Stato mediorientale, con una delle percentuali di popolazione vaccinata più alte al mondo, la variante Delta stia facendo salire la curva dei contagi, chi si ammala gravemente di Covid-19 è solo l’1,6% degli infetti, rispetto al 4% del periodo pre-vaccini. Un elemento che, però, non è preso in esame dai no vax che hanno fatto schizzare in alto nei trend di Twitter l’hashtag #pfizerdown, fomentati dalle dichiarazioni del primo ministro israeliano. C’è chi scrive che «la variante delta è stata molto probabilmente generata dalla vaccinazione di massa effettuata durante una pandemia» e chi traduce così: le parole del premier israeliano: «Il vaccino Pfizer non serve praticamente a una fava».


Ad ogni modo, resta importante completare il ciclo vaccinale – sia esso con Pfizer, Moderna o qualsiasi altro farmaco – per essere protetti dalla sintomatologia più grave innescata dal nuovo ceppo di Sars-CoV-2. Lo suggerisce l’Ema, mentre studi fatti proprio dal ministero della Salute israeliano restituiscono una fotografia dell’efficacia del vaccino Pfizer contro la variante Delta. «Il ministero riferisce che l’efficacia di Pfizer per la protezione contro la variante Delta scende al 64% rispetto al 94% visto per gli altri ceppi». Sempre il ministero della Salute, tuttavia, rileva come la protezione dalla sintomatologia grave resti elevata: «Fra il 2 maggio e il 5 giugno, la protezione contro il ricovero del vaccino Pfizer è stata del 98,2%. Dal 6 giugno al 3 luglio, la protezione contro il ricovero registrata è stata pari al 93%».

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