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No! Il Presidente dell’Ordine dei Medici di Roma Antonio Magi non ha «sfatato l’immunità vaccinale»

Il Dott. Magi non ha sminuito l’efficacia dei vaccini anti Covid, al contrario si è dichiarato favorevole all’obbligo vaccinale

Nei primi mesi del 2020 non sapevamo molto del nuovo Coronavirus, il Sars-Cov-2 della Covid19, un patogeno che si è diffuso in breve tempo in gran parte del mondo causando ad oggi oltre 4 milioni di morti. Una scoperta fondamentale riguardava la sua diffusione attraverso gli asintomatici, ossia quelle persone che erano infettate dal virus ma che non riscontravano i sintomi della malattia. In assenza dei sintomi, e sentendosi in una situazione di presunta sicurezza, la persona può comunque – anche se non alla pari di un sintomatico – contagiare gli altri se non rispetta quelle semplici regole igieniche che abbiamo imparato a conoscere per impedire il più possibile la diffusione del virus. Tutto ciò non basta, avevamo bisogno di un’ulteriore arma contro il virus e cioè un vaccino, o più vaccini, con la capacità di ridurre drasticamente i casi gravi e dunque le ospedalizzazioni, così come i decessi.

Fin dall’arrivo dei primi vaccini, in Italia e in molti altri Paesi del Mondo, sono circolate diverse narrative che di fatto minano le campagne vaccinali e una di queste è stata rappresentata non solo dagli utenti sui social, ma da politici e mezzi di informazione che hanno deciso di abbracciare i protagonisti della disinformazione medica e scientifica. Un caso anomalo, rispetto ai precedenti, è quello dell’intervista rilasciata dal Presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, il Dott. Antonio Magi, all’emittente radiofonica Radio Radio già nota per aver ospitato e sostenuto personaggi come la deputata complottista NoVax Sara Cunial, Stefano Montanari e tanti altri. Spieghiamo cosa è stato detto e che cosa non è stato detto.

L’immunità vaccinale sfatata?

Su Radio Radio troviamo innanzitutto due articoli, con relativi video, dove vengono trattati due argomenti diversi che risultano parte integrante delle discussioni dalla cittadinanza dubbiosa o totalmente contraria alla vaccinazione. Nel primo viene inteso che sia stata smentita una “clamorosa bufala”, ma non è affatto così: «Sfatata la teoria dell’immunità vaccinale – Lo dice il Pres. Ordine dei Medici di Roma: “Sì, si può contagiare”». I temi sono l’immunità vaccinale e il contagio da parte dei vaccinati, partiamo dal primo.

Per immunità vaccinale si intende la capacità data da un vaccino di essere immuni contro una malattia. Il Dott. Antonio Magi ha sfatato l’immunità vaccinale? Non risulta, dal video, una tale affermazione o insinuazione da parte del Presidente dell’Ordine dei Medici di Roma. L’intervista parla della possibilità da parte dei vaccinati di essere infettati dal virus e della loro possibilità di trasmetterlo, dunque contagiando gli altri, ma ciò non dimostra affatto che i vaccini anti Covid19 non siano efficaci contro la malattia.

Lo stesso Dott. Antonio Magi, durante l’intervista, ha riportato questioni già note non da mesi, ma da anni da parte della comunità scientifica in merito al tema dei vaccini. Come ben sappiamo, e lo abbiamo ripetuto più volte anche a Open Fact-checking, non c’è un vaccino efficace al 100% ed è normale come tutt’altro che scoraggiante quando sentiamo parlare di efficacia al 60-80-90% per i prodotti ad oggi sviluppati contro la Covid19.

Cose già conosciute da decenni

Il tema dell’immunità vaccinale lo andremo a sviluppare nel corso dell’articolo, mentre ora passiamo al secondo proposto nel titolo dell’articolo di Radio Radio, ossia quello della possibilità di un vaccinato di “poter contagiare”. Per poter contagiare bisogna essere infetti, un fatto noto da sempre – non solo per la Covid19 – e cavalcato dalle narrative contrarie alla vaccinazione in particolare a seguiti di un intervento a Porta a Porta del Ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini dello scorso marzo 2021: «Non è che chi ha avuto il vaccino non possa trasmettere il virus. Questo ci dicono gli studi. Quindi, non possiamo semplicemente dire una volta tutti vaccinati “il problema è risolto”».

Vaccinato infettato con la possibilità di contagio? L’argomento era stato ulteriormente trattato da Open Fact-checking, in uno speciale della rubrica Facciamo il punto del 6 aprile 2021, dove spieghiamo cosa possono e cosa non possono fare i vaccinati: «pertanto il rischio di infezione rimane così come la possibilità di sviluppare una forma asintomatica che, come ben sappiamo, può essere fonte di contagio verso coloro che non hanno ricevuto la protezione vaccinale».

Stiamo parlando di questioni, infezione e possibilità di contagio, già note e non a seguito della Pandemia Covid19 o allo sviluppo dei vaccini che vengono somministrati nel 2021, ma da decenni!

La possibilità di contagiare da parte dei vaccinati

I vaccinati possono contagiare? Certo, ma ciò che non viene trattato nell’intervista, condotta dall’editore Fabio Duranti, è che vengono ad oggi somministrati diversi tipi di vaccini con caratteristiche diverse in fatto di efficacia. Non solo, il messaggio trasmesso dall’intervista fa presupporre che un positivo al virus abbia pari capacità di poter contagiare il prossimo che sia questo vaccinato o non vaccinato. Non è affatto così.

Il vaccino punta proprio a limitare la capacità del virus di replicarsi, riducendo la carica virale, dunque anche la probabilità di infettare altri ospiti. Nel corso del 2021 sono stati condotti diversi studi. Il primo tra i tanti, citato dalla Fondazione Veronesi in un articolo del 19 febbraio 2021, è quello svolto dal Ministero della Salute israeliano:

«Il vaccino Pfizer-BioNTech per Covid-19 non solo protegge dalla malattia ma previene anche l’infezione. E’ questo, in estrema sintesi, il messaggio che emerge da uno studio rilasciato dal Ministero della Salute israeliano. Un’ottima notizia che se confermata indicherebbe chiaramente che il vaccino è potenzialmente in grado di ridurre drasticamente la circolazione del virus».

Spieghiamo bene questo passaggio grazie all’intervento di Enrico Bucci, adjunct professor alla Temple University ed esperto nel revisionare di studi scientifici, che riporta in un articolo su Il Foglio del 22 luglio 2021 una spiegazione chiara del fenomeno: «Indipendentemente dalle varianti [quelle attualmente in circolazione e conosciute – N.d.R.], in caso di infezione dopo il vaccino si osserva una carica virale molto minore nei soggetti infetti. Questo dato era noto già dall’inizio dell’anno, per le varianti allora circolanti e in Israele si era osservato che persino nei casi di sintomatologia più severa dovuti a infezione dopo vaccino, la carica virale risultava ridotta».

Nell’argomentare, Enrico Bucci cita uno studio scientifico pubblicato nella prestigiosa rivista Nature oltre a quello israeliano di febbraio 2021. Non sono gli unici, Bucci riporta un studio dove «questa ridotta carica virale dopo infezione post vaccinale è risultata associata a una trasmissibilità da pazienti vaccinati a terzi molto ridotta», una conclusione sostenuta anche in un ulteriore studio israeliano svolto su un’ampia fetta della popolazione.

Il non vaccinato è un pericolo?

«Far passare il messaggio che il non vaccinato è un pericolo pubblico per gli altri no! È un pericolo per se stesso, può prendere la malattia in tutte le sue fasi e può anche finire in terapia intensiva» è il virgolettato attribuito nell’articolo relativo all’intervista al Presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, il Dott. Antonio Magi. Come abbiamo spiegato, la differenza tra un vaccinato e un non vaccinato è che quest’ultimo può essere sia positivo asintomatico che sintomatico, con le relative cariche virali e possibilità di infettare gli altri (ricordiamo lo studio di Andrea Crisanti pubblicato su Nature).

C’è un problema ulteriore legato alle varianti, le quali si generano con più facilità a seguito della circolazione indisturbata del virus da persona a persona. Nel corpo di un vaccinato il virus vede ridotte le sue possibilità di replicazione a seguito dell’azione del sistema immunitario, mentre un non vaccinato non possiede questa possibilità lasciando campo libero a Sars-Cov-2 di replicarsi e di diffondersi.

Riportiamo quanto spiegato nel portale dell’Istituto Superiore di Sanità in merito alle affermazioni che vedono il vaccino “utile per se stessi e per gli altri”: «Il vaccino, quando somministrato con l’intero ciclo, è efficace a proteggere la popolazione. Tuttavia, va ricordato che più il virus circola, ad esempio, per una copertura vaccinale non ottimale in tutte le fasce di età e/o per il non rispetto delle restrizioni, maggiore è il rischio che il virus venga trasmesso a soggetti a rischio di malattia severa anche se vaccinata e favorire il fenomeno della comparsa di nuove varianti».

Cosa ha detto il Dott. Antonio Magi

Il Dott. Antonio Magi, durante l’intervista a Radio Radio, spiega l’importanza delle vaccinazioni per fermare la diffusione dei virus o di altri patogeni. Di fatto, ribadisce e sottolinea Magi, il vaccino permette ad ogni singolo individuo di non ammalarsi e di non contrarre la malattia «in quanto, in qualche modo, la copertura globale ha anche ridotto quella circolazione di ciò che è in qualche modo, che sia virus o che sia batterio, ha dato l’infezione». Confermando l’importanza di arrestare la diffusione del virus attraverso la copertura vaccinale, Magi conferma ulteriormente la tesi: «È chiaro che la vaccinazione permette di, innanzitutto, salvaguardare se stessi, che è la cosa principale ovviamente. Chiaramente, ecco perché c’è la cosiddetta copertura di gregge, se tutti proteggono se stessi di fatto abbiamo protetto tutti quanti, però innanzitutto la protezione è individuale, sicuramente. Quindi, se noi abbiamo una copertura… per quello c’è… se io ho maggior copertura vaccinale possibile, se noi in Italia avessimo una copertura al 100% o nel Mondo una copertura al 100%, nel proteggere noi stessi proteggiamo gli altri. La vaccinazione non è che protegge… “io faccio la vaccinazione e proteggo gli altri”, è un fatto indiretto. Innanzitutto proteggo me stesso».

Nell’intervista, Fabio Duranti domanda al Presidente Magi se il vaccino possa essere definito “sperimentale”, un tema riportato da Radio Radio attraverso le interviste a personaggi come Alessandro Meluzzi riportando titoli come «La gente preferisce dei vaccini sperimentali alle cure». Ecco che cosa ha risposto il Dott. Magi: «Dire che è sperimentale non me lo sentirei di dire perché comunque la sperimentazione è stata in qualche modo eseguita e devo dire che è stata una sperimentazione che è stata fatta anche in varie parti del mondo rispetto alle varie tipologie di vaccino con molti pazienti magari alle volte di più di quanto si fa in una sperimentazione di un farmaco normale».

Per maggiori informazioni in merito alla velocità della sperimentazione di prima, seconda e terza fase, quelle utili per l’immissione in commercio di un farmaco o vaccino, riportiamo quanto spiegato nel portale dell’Istituto Superiore di Sanità in merito alle fasi: «I test richiesti dalle autorità ed effettuati sui candidati vaccini contro il Sars-Cov-2 sono gli stessi di tutti gli altri farmaci e vaccini già approvati in precedenza. In Europa si è riusciti a velocizzare l’iter grazie alle maggiori risorse a disposizione e adottando un sistema di revisione della documentazione particolare, che prevede di esaminare i risultati delle varie fasi della sperimentazione man mano che arrivano e non ‘in blocco’ alla fine».

Conclusioni

Non risulta che il Presidente dell’Ordine dei Medici di Roma abbia «sfatato l’immunità vaccinale».

Come abbiamo più volte spiegato a Open Fact-checking, c’è differenza tra infezione e malattia e il principale compito del vaccino è quelli di impedire l’insorgere di quest’ultima, soprattutto nelle sue forme gravi. Non tutti i vaccini possono impedire adeguatamente l’infezione, così come non tutti i vaccini possono impedire al 100% che un vaccinato infetto possa contagiare un’altra persona.

La non vaccinazione porta a delle conseguenze. Nel caso un non vaccinato sviluppasse la malattia potrebbe ritrovarsi nella necessità di venire ospedalizzato, un problema che riguarda non solo lui ma anche la collettività tutta se gli ospedali vengono posti sotto pressione come di fatto è avvenuto, o di morire. Inoltre, durante la sua fase pre-sintomatica potrebbe aver permesso al virus di circolare trovando ulteriori ospiti da infettare, ponendo questi ultimi nella stessa situazione nel caso non fossero vaccinati. Il vaccinato, al contrario, ha maggiori possibilità di non correre rischi non solo per se stesso, ma anche per gli altri ritrovandosi con una carica virale ridotta e rischiando di gran lunga quella ospedalizzazione che potrebbe pesare, insieme ad altre, sul sistema sanitario nazionale.

Più il virus ha possibilità di replicarsi e in maniera indisturbata e più si ha il rischio della formazione di nuove varianti, più o meno pericolose. Nel caso dei non vaccinati il rischio è maggiore, non avendo le difese immunitarie che possano arginare la replicazione, al contrario dei vaccinati che permettono al corpo di ridurre in maniera drastica questa possibilità. Come afferma Magi nell’intervista, la copertura vaccinale globale permette di ridurre la circolazione del patogeno e «se tutti proteggono se stessi di fatto abbiamo protetto tutti quanti».

Ricordiamo che il Dott. Antonio Magi ha sostenuto persino l’obbligo vaccinale contro la Covid19, come riportato in un’intervista a Repubblica del 22 luglio 2021: «Ognuno fa la sua scelta, purtroppo non c’è l’obbligo vaccinale, anche se credo che l’Italia dovrebbe valutarlo». Non è un personaggio legato al mondo NoVax, così come non ha affatto smentito l’efficacia dei vaccini anti Covid19 durante l’intervista a Radio Radio così come l’immunità vaccinale. Infine, come riportato nel sito dell’Ordine di Roma, ritiene che il Green Pass sia «uno strumento utile».

Open.online is working with the CoronaVirusFacts/DatosCoronaVirus Alliance, a coalition of more than 100 fact-checkers who are fighting misinformation related to the COVID-19 pandemic. Learn more about the alliance here (in English).

Nota – Fabio Duranti non risulta nella ricerca dei giornalisti iscritti all’Ordine, mentre risulta essere editore di Radio Radio. L’errore è stato corretto.

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